Nuovo DPCM, non più di sei persone in casa e relativi controlli: cosa c’è da sapere

A poche ore dalla pubblicazione, sembrano necessari alcuni chiarimenti sul nuovo DPCM. In particolare, riguardo i comportamenti da adottare all’interno delle abitazioni e gli eventuali controlli su cui si sta alzando un vero e proprio polverone.

Alcune anticipazioni sul nuovo decreto sono state fornite dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, in diretta a “Che tempo che fa”. Proprio queste, avrebbero contribuito ad indurre la maggioranza della popolazione a comprendere in maniera distorta il contenuto della norma.

Speranza infatti aveva dichiarato:

“Saranno vietate tutte le feste. A differenza di scuola e lavoro, in questo momento possiamo evitarle. Quando c’è una norma va rispettata quindi aumenteremo i controlli, ci saranno segnalazioni. Lavoreremo con le forze di sicurezza per verificare che la norma venga rispettata.”

Di qui la polemica insorta riguardo la presunta violazione di domicilio. In realtà, quest’ultimo, così come previsto dall’art.14 della Costituzione, resta inviolabile. Nello specifico, il testo normativo recita:

“Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.”

E all’interno del DPCM non viene menzionata nessuna legge in merito, così come non spicca nessun divieto di ricevere persone in casa propria. Semplicemente in merito alle abitazioni private si raccomanda (cosa ben diversa dal “vietare”) di evitare festeggiamenti e non ricevere più di sei persone non conviventi.

Alla lettera n dell’articolo 1 del testo normativo è esplicitato tale passaggio, che fornisce validi chiarimenti sulla misura tanto contestata dell’ultimo DPCM.

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