Sindaci dell’agro-aversano chiedono l’esercito: “Non si può andare avanti così”

Covid – alcuni sindaci dell’agro-aversano chiedono l’esercito. La situazione ad Aversa – città con quasi 1000 contagi – e dintorni per quanto riguarda l’epidemia di covid ormai non più sotto controllo, per questo motivo 19 sindaci dell’agro-aversano hanno deciso di scrivere una lettera in comune per chiedere l’invio dell’esercito nelle loro zone di competenza.

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Il sindaco di Aversa, Alfonso Golia, in una diretta facebook ha chiaramente espresso che i comuni “non sono in grado con la sola Polizia Municipale di garantire la sicurezza per le strade. Con la presenza dell’ esercito e quindi del Governo, spero di frenare quella parte di cittadini menefreghisti che non rispettano le regole“.

Ecco il testo redatto dai vari sindaci: “Chiediamo se necessario – scrivono – di inviare l’esercito. Comprendiamo la volontà di voler evitare assolutamente un nuovo lockdown generalizzato e lasciare che siano le autorità locali a scegliere quali restrizioni aggiungere a quelle previste dal Dpcm del 3 novembre ma se noi sindaci variamo ordinanze abbiamo bisogno del supporto dell’esercito e di più forze dell’ordine affinché queste regole siano fatte rispettare.

È impensabile credere che le Polizie Municipali, ovunque ridotte all’osso, possano da sole realizzare un capillare controllo dei vari territori. Alcuni di noi hanno già firmato le ordinanze, altri sono pronti a farlo. Ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità, e siamo pronti a farlo anche ora nel chiudere strade, piazze e luoghi di ritrovo ma ci ritroviamo bersagliati di critiche, a volte anche dileggiati e questo ci ferisce profondamente perché sono mesi che siamo in trincea a combattere, spesso da soli”.

A Regione Campania e Asl si chiede un cambio di passo sulla comunicazione. “Comprendiamo le difficoltà del momento e sappiamo che le aziende sanitarie locali, con le loro strutture distrettuali, sono sotto stress e hanno pesanti carenze di organico, ma riteniamo inaccettabile che le comunicazioni di nuove positività vengano effettuate dopo giorni, visto che questo ritardo si ripercuote sull’attivazione dei servizi di assistenza e supporto comunale.

Ma ciò che non può essere più tollerato è il ritardo nell’esecuzione dei tamponi, soprattutto di guarigione, cui spesso bisogna aggiungere giorni e giorni di attesa per la comunicazione dell’esito. Nei casi più gravi abbiamo registrato segnalazioni anche di mancate risposte del 118, o lunghe attese in ambulanza e auto in attesa di un posto in ospedale”.

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