Il grande cuore dei napoletani: proprietario di un pub regala panini ai senzatetto

Il cuore grande dei napoletani non smetterà mai di stupirci. La generosità e la bontà del nostro popolo non sono sicuramente “rimaste a casa”, neanche durante il secondo lockdown. Ce lo dimostra Giuseppe Minieri, il proprietario di un pub che, finito il turno di lavoro, è corso a distribuire panini ai senzatetto.

Noi di Vesuvio Live abbiamo avuto l’onore di parlare con lui, che ci ha raccontato la storia della sua attività. “Faccio l’imprenditore da 30 anni”, racconta lui. “Sono di Pozzuoli, ho da tempo un ristorante vicino al porto, e una decina d’anni fa ho aperto questa nuova attività a Licola: ‘O pab”.

Per un certo periodo gli affari sono andati a gonfie vele. Per il pub di Giuseppe Minieri sono passati diversi personaggi famosi, come Barbara De Rossi e Marek Hamsik, tanto che il locale è stato soprannominato “Licola dei famosi”. A marzo, tuttavia, l’attività è stata presa alla sprovvista dalla prima ondata di coronavirus.

Dopo lo shock della chiusura c’è stata una ripresa, messa in atto con tutte le dovute norme anti-contagio”, racconta Giuseppe. “Poi, proprio quando sembrava che fosse tutto finito, è caduto il castello di sabbia”. Così il proprietario del pub si è ritrovato ad affrontare la seconda ondata di covid, ma nonostante i disagi, il suo pensiero è andato verso le persone meno fortunate, per le quali anche un pasto caldo può significare tanto.

“Noi stiamo aprendo solo il fine settimana, di venerdì e sabato, e non abbiamo mai fatto molte consegne a domicilio. Il grosso dell’attività è venuto meno, e così ho avuto un pensiero per le persone più disagiate di noi”.

In questo periodo, infatti, anche il lavoro della Caritas ha subito un rallentamento, e il risultato è che i poveri vedono i loro disagi moltiplicarsi. Da qui l’idea di Giuseppe: “Un sabato avevo fatto questi 25-30 panini al pub, e dopo la chiusura sono andato a consegnarli ai senzatetto”.

Adesso il proprietario di ‘O pub cerca di stimolare anche i suoi colleghi a fare lo stesso. “Parliamoci chiaro, in questo periodo anche il migliore sta buttando cibo, non perché non sia buono, ma perché avanza. Ed è un peccato buttarlo”.

Giuseppe già pensa di replicare la sua iniziativa, probabilmente sotto Natale. Un modo per donare un buon pasto e perché no, un sorriso nel momento dell’anno in cui siamo più chiamati a fare del bene.

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