Sciopero ANM e la Circumvesuviana taglia 13 corse: pendolari allo sbaraglio

Foto pagina Facebook “Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti”

Saranno giorni difficili per i pendolari partenopei. Oggi, lunedì 30 novembre, è stato annunciato un nuovo sciopero di ANM, mentre l’EAV ha comunicato la soppressione di 13 corse della Circumvesuviana.

Lo sciopero di ANM è previsto per venerdì 4 dicembre: le sigle sindacali OO.SS. FIT CISL e FAISA CISAL hanno proclamato uno di sciopero di 4 ore, dalle ore 11.00 ore alle ore 15.00. Secondo quanto annunciato dall’Azienda Napoletana Mobilità, l’eventuale interruzione dei servizi di trasporto verrà gestita nel rispetto delle fasce di garanzia con le modalità di seguito indicate:

• Funicolari: Chiaia, Centrale e Montesanto ultima corsa del mattino garantita alle ore 10.40. Il servizio riprende con la prima corsa pomeridiana delle ore 15.20. Mergellina chiusa.
• Metro Linea 1: ultima corsa del mattino garantita da Piscinola alle ore 10.30 e da Garibaldi alle ore 10.30. Il servizio riprende con la prima corsa pomeridiana da Piscinola alle ore 15.51 e da Garibaldi alle ore 16.31.
• Linee di Superficie: (tram, bus, filobus) stop al servizio dalle ore 11:00 alle ore 15:00. Le ultime partenze saranno effettuate circa 30 minuti prima l’inizio dello sciopero per riprendere circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero.

Le motivazioni alla base dello sciopero di 4 ore indetto dalle Organizzazioni sindacali FIT CISL e FAISA CISAL riguardano turni di lavoro e lo straordinario del personale, le attività di sanificazione, pulizia e manutenzione di mezzi e luoghi di lavoro.

Oltre ai mezzi di trasporto ANM, però, anche la Circumvesuviana procurerà non pochi disagi ai pendolari. L’Ente autonomo Volturno ha annunciato la cancellazione di tredici corse suddivise tra le tratte Napoli-Sorrento (5), Napoli-Baiano (4) e Napoli-San Giorgio a Cremano via centro direzionale (4).

I pendolari partenopei, ancor prima che la regione esca dalla “zona rossa”, si ritrovano così sempre più allo sbaraglio. I pochi mezzi di trasporto funzionanti si riducono drasticamente, con conseguente rischio di sovraffollamento e crescenti disagi per chi li deve utilizzare ogni giorno.

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