MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

Covid, Arcuri: “Speriamo che Natale sia l’ultimo sacrificio richiesto”

Covid – Natale all’insegna di sacrificio e prudenza. Gli italiani – come tutti i cittadini del Mondo – hanno dovuto affrontare un anno molto particolare, ricco di avvenimenti tristi e conseguenti sacrifici. Il covid, oltre che portarsi via la salute e l’economia, si è portato via anche la libertà di godersi la vita senza preoccupazioni.

Tra poco arriveranno le festi di Natale e in base al nuovo Dpcm anti-covid del 3 dicembre, saranno altri i sacrifici che gli italiani dovranno affrontare.  Ed è proprio di sacrifici che parla il commissario straordinario Domenico Arcuri: “Speriamo che Natale sia l’ultimo sacrificio. I contagiati di oggi sono il 26% di meno della scorsa settimana.

Da 4 settimane questa curva drammatica si è invertita. Le misure stanno funzionando, ma bisogna dire con la chiarezza di sempre che i numeri dicono anche altro: la curva non è scomparsa, il virus fatica a farsi annientare.

Prudenza, responsabilità e cautela devono essere le parole d’ordine in questi giorni e nei prossimi. A queste parole, vanno aggiunte anche pazienza e sacrificio“. L’appello Arcuri lo indirizza soprattutto ai giovani, forse la categoria che più si è sentita incatenata in questo lockdown.

Capiamo bene cosa vi stiamo chiedendo. Ma siamo certi che capirete l’importanza di comportamenti responsabili per il vostro bene e per quello dei vostri cari. Non dobbiamo ripiombare nel buio proprio ora che si comincia a vedere qualche filo di luce“.

Il commissario straordinario parla poi di vaccini e del piano che si metterà in atto per far si che tutto possa scorrere tranquillo, senza intoppi e soprattutto con più teste e mani a dare un aiuto. Proprio per questo domani saranno pubblicati due avvisi di reclutamento di personale:

Faremo una call aperta, chiederemo di darci una mano. Ci aspettiamo al picco della campagna di poter utilizzare fino a 3mila medici e fino 12mila infermieri. In Italia ci sono fino a 10mila neolaureati in medicina ogni anno, non tutti sono riusciti ad avviare l’attività di specializzazione.

Ci sono gli specializzandi e medici in pensione ancora nella piena capacità di esercitare il loro lavoro. Faccio un appello a queste categorie: dateci una mano“.

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