Vaccino Covid, tra la prima e la seconda dose è possibile contrarre il virus

La Food and Drug Administration ha effettuato uno studio per verificare l’efficacia del vaccino tra la somministrazione della prima e della seconda dose. Dall’analisi effettuata risulterebbe che è possibile contrarre il virus in maniera sintomatica dopo la prima dose del vaccino.

Di fatti è solo con la seconda dose che vengono prodotti anticorpi sufficienti per garantire una elevata protezione, grazie alla generazione delle cosiddette cellule della memoria B che hanno il ruolo di ricordare l’invasore e produrre un esercito di anticorpi e immunoglobuline all’occorrenza.

Nel caso specifico del vaccini Pfizer o BioNTech, l’efficacia della singola dose del vaccino entro i 21 giorni è dell’82%, mentre a 14 giorni dalla seconda dose essa è di circa il 95%. Stesso discorso anche per il vaccino di Moderna-NIAID. Nel caso del vaccino di AstraZeneca va poi aggiunto che, dopo almeno 21 giorni dalla prima somministrazione, del vaccino non ci sono stati casi gravi.

Il vaccino tanto atteso e che durante la giornata di domenica 27 dicembre inizierà il suo lungo percorso prevede dunque due dosi. I primi a somministrarsi il vaccino Pfizer saranno medici ed infermieri, per poi passare ai soggetti più a rischio. Dopo la prima però non si può star certi di essere fuori pericolo. L’efficacia della seconda dose è invece ben più massiccia e protettiva. Quindi è possibile contrarre il virus tra le due dosi.

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