Scuola, Regioni contro la riapertura il 7 gennaio: possibile rinvio in tutta Italia

rientro scolastico

Si avvicina sempre di più il fatidico rientro scolastico per gli studenti frequentati scuole di ogni ordine e grado. Dopo mesi di DAD, quasi la metà dei ragazzi che frequentano le scuole superiori in Italia dovrebbe finalmente rientrare in classe il 7 gennaio. Il Premier Giuseppe Conte, riunito con la cabina di regia, ha affermato che bisogna garantire la riapertura delle scuole questo giovedì. Come scritto dal Corriere della Sera, la decisione finale, però, sarà stabilita autonomamente dalle singole Regioni, le quali dovranno tener conto delle proprie condizione epidemiologiche. Ed è per questo che, in attesa di un’eventuale terza ondata ed accertamenti sulle condizioni sanitarie, le varie Regioni hanno annunciato il rinvio delle lezioni in presenza.

Le decisioni delle Regioni

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ad esempio, ha annunciato di voler scaglionare il rientro a scuola in diversi giorni. I primi a poter ritornare a scuola saranno gli studenti delle elementari e materne. Il Governatore della Puglia Michele Emiliano sta valutando intanto se seguire l’esempio di altri sindacati regionali e richiedere una settimana di tempo. In Veneto si è invece in attesa di un’ordinanza di rinvio della riapertura delle scuole superiori, firmata dal Governatore Luca Zaia. Non mancano nel frattempo lamentele sulle “gravi criticità nel contenimento dei contagi“, come scritto in una nota congiunta da sette presidenti di Regioni a traino leghista – ovvero Calabria, Friuli, Lombardia, Sardegna, Umbria, Trentino e Veneto.

Avvenuto anche l’incontro tra i Governatori e Assessori e i Ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia. Quest’ultimo ha affermato che dare il consenso per la riapertura di impianti da sci, per cerimonie e feste dovrà essere impensabile per tutte le Regioni che hanno richiesto un rinvio.

Oltre alla possibile terza ondata, però, a frenare la possibile riapertura del 7 gennaio è il “cambio di colore” della Regione. Governatori e Ministri hanno infatti sottolineato che potrebbe presentarsi il rischio di apertura delle strutture scolastiche solo per un paio di giorni nel caso in cui la Regione dovesse passare a zona arancione o rossa. Il rientro scolastico per le classi superiori, come spiegato dal Ministero della Salute, è possibile unicamente per le Regioni in zona gialla.

Le nuove date di riapertura

Il rientro per gli studente delle scuole superiori sarebbe quindi rinviato all’11 o 18 gennaio, appena il nuovo sistema di monitoraggio e di restrizioni può ritenersi pronto. Inoltre, esisterebbe anche una possibile proposta che prevede di incontro ai timori comportati dal rientro in classe nelle scuole superiori. Una proposta con la quale si cerca di evitare la chiusura di elementari e medie.

Mentre un unico partito, ovvero Italia Viva, sembra sostenere la decisione della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina riguardante la riapertura del 7, i rappresentati del Pd invitano invece alla prudenza. Il deputato Filippo Sensi ha infatti affermato che non si è ancora pronti a garantire un rientro scolastico del tutto sicuro, proponendo quindi un mini rinvio.

Precauzioni per il rientro

Nonostante i dubbi e le incertezze riguardanti la riapertura, presidi ed insegnanti hanno preparato ugualmente degli ipotetici orari per poter ricominciare. Richiesta di rinvio effettuata anche dai sindacati, mentre alcune scuole non riapriranno neanche al 50%. È il caso di diversi istituti di Brescia, i quali accoglieranno solo un terzo degli studenti in presenza per mantenere le tutte le misure di sicurezza. Doppi turni e lezioni di 50 minuti per le classi che svolgeranno più di 5 ore di lezioni nel Lazio. Esonerate anche le classi con studenti di religione ebraica dalle lezioni al sabato. Continua la campagna di screening degli studenti e dei professori in Sicilia e Piemonte, mentre la percentuale di contagi in alcune province continua a salire.

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