Ritrovato un frammento dell’opera di Jago: l’assessore lo ringrazia per il messaggio lanciato ai giovani

L’assessore Alessandra Clemente, insieme al sindaco della terza municipalità Ivo Poggiani e al Capitano della Polizia Locale Sabina Pagnano, hanno riconsegnato all’artista Jago un frammento della sua opera danneggiata da atti vandalici. Parliamo di “Lookdown“, il neonato incatenato, realizzato in marmo bianco che Jago lasciò in piazza del Plebiscito lo scorso 04 novembre.

Il mese scorso dei ragazzi si sono presi gioco dell’istallazione prendendola a calci e schiaffi e riprendendo il tutto con Tik Tok. Nel farlo hanno danneggiato un arto dell’enorme neonato, facendone staccare un pezzo. Fortunatamente durante un’ispezione la Polizia Locale ha ritrovato il pezzo mancante e l’ha riconsegnato come già detto all’autore dell’opera.

Alessandra Clemente ha dichiarato: “Ringrazio profondamente Jago che ha voluto ringraziare personalmente gli Agenti e che ha voluto incontrare i ragazzi. L’incontro è avvenuto i giorni scorsi nel suo studio ed è stato un momento molto importante.

Jago ha lanciato un messaggio molto forte, ovvero non un “vado via da Napoli” ma “essere per Napoli”, incontrando quei ragazzi e dando loro l’occasione di mettere in discussione quanto fatto. Oggi sono loro i primi a difendere le opere di Jago e l’umanità che esprimono.”

Di fatti come riporta l’assessore, Jago ha risposto pubblicamente ai ragazzi che hanno ridicolizzato la sua “Lookdown”, invitandoli nel suo studio per capire cosa ci fosse dietro la realizzazione della sua opera. Un gesto di grande maturità e apertura verso i ragazzi. Uno di loro, scusandosi ha affermato: “Volevamo solamente divertirci, ovviamente nel modo sbagliato“.

Lo scopo dell’opera era quello di guardare giù, abbassare lo sguardo verso gli ultimi, incatenati dalla situazione soprattutto economica creata dal covid, ma la vicenda ha dimostrato che a volte gli ultimi possono essere anche i tanti ragazzi che devono essere rieducati all’arte e alla cultura, imparando ad apprezzarla invece che a distruggerla.

Potrebbe anche interessarti

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più