Emergenza Covid, arrestata sindaca leghista: aiuti negati ai poveri, beni di lusso agli amici

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Facebook Michela Rosetta

Una sindaca leghista, di San Germano Vercellese, è stata arrestata in seguito alla scandalo della mala gestione dei fondi statali, previsti per l’emergenza Covid, destinati a poveri, famiglie bisognose, anziani, disabili e stranieri in difficoltà. Insieme a lei, coinvolto anche un consigliere comunale e diversi imprenditori.

La donna e i suoi collaboratori, distribuivano i pacchi alimentari per l’emergenza a chi non ne aveva diritto, distinguendo per loro stessa ammissione tra “figli e figliastri”, screditando e tagliando fuori famiglie e persone realmente bisognose.

I pacchi destinati a coloro che non rientravano tra le loro grazie, erano definiti “da sfigati” e all’interno contenevano alimenti di scarsa qualità. Per i pacchi di serie A, invece, venivano acquistati con fondi pubblici anche generi alimentari non essenziali, come mazzancolle tropicali e capesante, destinati ad uso personale.

A far scattare l’inchiesta è stata la segnalazione di una ragazza extracomunitaria, che recatasi al comune per ricevere il pacco alimentare, aveva fatto richiesta di non ricevere prodotti non adatti alla sua religione e per questo motivo era stata cancellata dal registro degli aiuti.

Le accuse per la sindaca leghista sono di peculato, falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale, con le aggravanti della discriminazione e dell’odio razziale.

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