San Sebastiano al Vesuvio, partiti i lavori per costruire la Cittadella Pane: sorgerà nell’ex villa di un boss

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Sono partiti i lavori che vedranno sorgere a San Sebastiano al Vesuvio una ‘Cittadella del Pane e della legalità’. Un progetto ambizioso che prevede la nascita di una scuola di formazione per panificatori con due forni, uno a legna e uno elettrico, e diversi laboratori situati su 4 piani, oltre che a un Museo che racconti la storia del pane. Il luogo scelto non è casuale ma è una ex villa confiscata a un potente boss della criminalità organizzata. L’annuncio dell’inizio dei lavori (che dureranno 7 mesi) è stato dato dal sindaco del Comune di 9 mila abitanti della città metropolitana di Napoli, Salvatore Sannino. Il primo cittadino è stato infatti ospite della trasmissione ‘Mezzogiorno Italia’ andata in onda sabato su Rai3.

SAN SEBASTIANO CITTADELLA DEL PANE: IL PROGETTO

Una lunga tradizione, quella del pane cafone a San Sebastiano al Vesuvio, che viene tramandata di padre in figlio. Come spiegato da Domenico Filosa, presidente Unioni Panificatori campani – Confcommercio Campania:

“Il nostro pane ha più di 400 anni. Abbiamo infatti trovato una pergamena risalente al 1760 che venne messa fuori al casale di San Sebastiano dal re borbonico. Chi produceva pane fuori, veniva arrestato”.

Sono circa 4600 i panificatori presenti in Campania, 1.500 in provincia di Napoli. San Sebastiano vuole candidarsi a diventare capitale del pane grazie alla costruzione di questa cittadella che ospiterà anche persone provenienti dall’estero e da fuori regione. Come dichiarato dal sindaco Sannino:

“L’idea è nata dal basso, dalle associazioni del territorio che vanno da Libera a quella di Filosa. Un bene confiscato alla camorra che operava all’esterno del comune che ora diventerà la cittadella del pane e della legalità”.

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