Ponte Morandi, il papà di Giovanni rifiuta un milione: “La vita di mio figlio non ha prezzo”

Roberto Battiloro, padre del giovane videomaker di Torre del Greco, morto nel crollo del ponte Morandi di Genova insieme ai suoi amici, continua a chiedere giustizia per la morte di suo figlio e di tutte le vittime. A distanza di due anni e mezzo dalla tragedia, l’uomo si è ritrovato a Genova per l’avvio del secondo incidente probatorio nell’ambito del procedimento.

Roberto Battiloro, crollo Ponte Morandi: “Giustizia per mio figlio”

La perdita del suo Giovanni non potrà mai essere colmata e la sua disperata ricerca di giustizia non si è fermata nemmeno nel momento in cui gli è stato offerto un milione di euro come risarcimento.

In un’intervista, rilasciata a Andrea Pasqualetto de ‘Il Corriere della Sera’, ha dichiarato: “La vita di mio figlio non ha prezzo, voglio prima verità e giustizia. Non dormo da una settimana per questo appuntamento: inizia il processo dei responsabili del delitto di Giovanni.”

Lo chiama ‘delitto’, a conferma della sua tesi portata avanti sin dall’inizio. “Giovanni è stato ammazzato. La morte di mio figlio sarà una battaglia per trovare i colpevoli di tutti i morti che non possono essere solo un numero” – aveva detto poco dopo la tragedia.

Era il 14 agosto del 2018 quando Giovanni, insieme ai suoi tre amici, si era messo in viaggio per la Spagna, dando inizio a quella che doveva essere una spensierata vacanza. Purtroppo, giunti a Genova, hanno trovato la morte a causa del crollo che ha stroncato la vita di ben 43 persone.

Nella giornata di oggi parte il secondo incidente probatorio nell’ambito del procedimento per il tragico evento. Si tratta di un incontro decisivo che punterà a far luce sulle ragioni che hanno dato inizio al dramma e, dunque, sui colpevoli.

Oltre ai parenti delle vittime, ad essere accolti sotto la tecnostruttura anti-covid allestita per l’occasione, sono stati anche gli avvocati degli indagati, quelli di Autostrade per l’Italia e Spea, periti, consulenti e magistrati. Una giornata decisiva che, in base al verdetto, potrebbe regalare almeno un po’ di serenità a Roberto e a chi, come lui, non si è mai arreso.

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