Primo giorno da arcivescovo di Napoli per Domenico Battaglia: incontro con gli ultimi della città


Con il cardinal Sepe in pensione, da oggi monsignor Domenico Battaglia è il nuovo arcivescovo metropolita della città di Napoli. Alle 17 l’ingresso formale in diocesi con la Santa Messa di inizio Ministero Pastorale in Cattedrale ma prima Don Mimmo ha voluto fare una sorta di ‘pellegrinaggio simbolico’, una serie di incontri con persone fragili del capoluogo partenopeo. Un prete di strada che vuole mantenere la sua umanità e calore umano facendo sentire la Chiesa vicino ai bisognosi.

La Chiesa di Napoli, attraverso il profilo Facebook Ufficiale, racconta della giornata di Don Mimmo Battaglia che è iniziata con la visita e la preghiera delle Monache di Clausura Sacramentine presso la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi:

“Un momento fondamentale, con il quale ha voluto affidare il suo ministero e la Chiesa di Napoli alla preghiera delle religiose, nella consapevolezza che l’origine e la fonte di ogni azione missionaria della Chiesa è nell’incontro con l’amore sorgivo di Dio, da cui tutto nasce e a cui tutto conduce”. 

Poi Don Mimmo ha fatto visita alla stazione della Metro di Piscinola dove ha salutato la famiglia Della Corte che, con un progetto di solidarietà, ha trasformato un’area limitrofa a quella in cui è avvenuta l’uccisione del padre e marito, in un parco giochi per bambini.

“È la storia di una vittima innocente, che rappresenta il mondo di chi è oppresso dalla violenza, dalla criminalità, dalla devianza”.

L’uomo, un vigilantes dell’Anm, fu aggredito il 3 marzo scorso con una spranga di ferro mentre era in servizio e morì poco dopo. La famiglia però non si è mai arresa e ha messo in campo numerose iniziative di solidarietà.

Dopo Don Mimmo ha incontrato nella zona dei Camaldoli E. D., una ragazza nigeriana arrivata in Italia nel 2016 dopo un lungo viaggio di sfruttamento e violenze ripetute. Giunta nel nostro Paese ha scoperto di avere l’AIDS e, dopo un momento di disperazione, grazie all’accoglienza nella “Casa Famiglia Riario Sforza” della Caritas Diocesana di Napoli, gestita dalle Suore Vincenziane, ha ricominciato a sperare e a sognare.

“Nella carne di E. sono impresse le ferite della migrazione, dello sfruttamento e della violenza sulle donne, dell’emarginazione connessa alla malattia e allo stesso tempo la speranza di Napoli, città del mediterraneo, che si è fatta per lei casa accogliente”.

Non poteva mancare anche l’incontro con gli operai della Whirlpool. Il nuovo arcivescovo di Napoli ha infatti visitato una famiglia in difficoltà a causa della perdita del lavoro, con loro ha preso un caffè:

“Segno dell’ attenzione al mondo del lavoro e alla piaga endemica della sua mancanza nonché la volontà ecclesiale di camminare insieme alle istituzioni e alla società civile per ridare dignità e futuro alle tante famiglie che vedono compromessa la propria sicurezza e serenità a causa della disoccupazione”.

Tappa poi a San Giovanni a Teduccio, ospite dell’Associazione “Figli in famiglia”.

“Qui Don Mimmo ha incontrato una bambina che, condividendo con tanti suoi coetanei la fatica di crescere in un territorio ferito e periferico, rappresenta per la comunità diocesana e per l’intera città un appello a farsi carico della speranza e dei sogni dei più piccoli, attraverso un’ attenzione costante alle problematiche educative e sociali”.

Don Mimmo è andato a San Giovanni a Teduccio nell’Associazione “Figli in famiglia”: ha incontrato una bambina che,…

Pubblicato da Chiesa di Napoli su Martedì 2 febbraio 2021

Pranzo poi al Binario della Solidarietà, una realtà della Caritas Diocesana di Napoli che, grazie alla collaborazione delle Suore della Carità si occupa specificamente dei Senza Dimora accompagnandoli in un percorso di reinserimento sociale, fatto di dignità, autonomia e integrazione.

Tappa anche alla Basilica Santuario del Carmine Maggiore dove Don Mimmo:

“Ha vissuto un momento privato di raccoglimento nel quale ha affidato il proprio ministero e l’intera comunità ecclesiale diocesana a Maria, Madre della Chiesa, lì venerata dal popolo di Napoli sotto il titolo di “Madonna del Carmine”.

La Madonna del Carmine è anche compatrona del paese natio di don Mimmo.


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