Vaccino AstraZeneca, ottime notizie da uno studio: con due dosi efficacia fino all’82%

Il vaccino AstraZeneca, da poco approvato anche dall’AIFA, potrebbe avere un’efficacia maggiore di quanto inizialmente ipotizzato. Secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford, somministrare due dosi del farmaco a distanza di 3 mesi può aumentarne l’efficacia fino all’82%.

Lo studio in questione è stato pubblicato sul SSRN (Social Science Research Network) ed è ancora in attesa di peer-review da parte degli esperti di The Lancet. La ricerca è partita da un’analisi dei dati provenienti dalle tre sperimentazioni e da quella che potremmo definire una circostanza fortunata.

Mentre inizialmente si era deciso di somministrare due dosi del vaccino a distanza di tre settimane, a dicembre il Joint Committee on Vaccination and Immunisation, che fornisce consulenza ai dipartimenti sanitari del Regno Unito, ha consigliato di ingrandire questo lasso di tempo. Questo per fare in modo che tutti i soggetti vulnerabili potessero ricevere almeno la prima dose.

L’Università di Oxford ha quindi analizzato la risposta immunitaria dei cittadini che hanno ricevuto il vaccino in entrambi i casi. Le sperimentazioni condotte in Inghilterra, Brasile e Sudafrica sembrano suggerire che, nel momento in cui i partecipanti hanno ricevuto le due dosi a quattro settimane di distanza, il livello di protezione del vaccino fosse attestabile al 62%.

Tuttavia, con la somministrazione della seconda dose a distanza di tre mesi o più, l’efficacia del vaccino AstraZeneca sale fino all’82,4%. Un ottimo risultato, che non raggiunge il 90% e oltre di Pfizer e Moderna, ma rende il vaccino anglo-italiano comunque un’ottima arma per combattere la pandemia.

I ricercatori hanno inoltre analizzato i tamponi effettuati sui soggetti che avevano ricevuto una sola dose di vaccino. Lo studio ha rilevato che, in questi casi, la probabilità di contrarre l’infezione da coronavirus diminuiva tra il 49% e il 78%.

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