Covid, al via i test del vaccino italiano: “Inoculato con una scossa elettrica tramite una sorta di pistola”

Questa mattina è partita la sperimentazione del vaccino Takis, il candidato anti-covid italiano, ideato dall’azienda romana e sviluppato in collaborazione con la Rottapharm Biotech di Monza. Nella conduzione dei test sono coinvolti l’Istituto Pascale di Napoli, lo Spallanzani di Roma e l’Ospedale San Gerardo di Monza.

Partita la sperimentazione del vaccino italiano Takis

La fase 1 coinvolgerà 80 volontari nelle città di Napoli, Monza e Roma. Di questi, il primo è stato vaccinato proprio nella giornata odierna all’Ospedale San Gerardo. I primi test eseguiti nel laboratorio di Virologia dell’Istituto Spallanzani avevano prodotto risultati incoraggianti al punto da pianificare l’avvio dei test clinici sull’uomo.

Si tratta di un vaccino che si differenzia da quelli attualmente utilizzati sia per modalità di conservazione che di inoculazione. Come ha spiegato Luigi Aurisicchio, amministratore delegato Takis, a ‘L’aria che tira’, in onda su La7: “È un vaccino diverso rispetto a quelli finora approvati perché basato sulla tecnologia del DNA. Questo ha la caratteristica di essere una molecola stabile, a differenza dell’Rna che invece deve essere conservata a temperature molto basse, e può anche essere modificato molto velocemente”.

Un candidato che, dunque, produrrebbe i suoi effetti anche in presenza dei nuovi ceppi del covid: “Abbiamo già generato dei vaccini contro la variante brasiliana, sudafricana e inglese. Siamo confidenti del fatto che anche il vaccino attuale possa funzionare bene però abbiamo nel cassetto dei vaccini di seconda generazione”.

Quanto alle tempistiche: “La fase 2 sarà terminata d’estate. Se tutto va liscio pensiamo di iniziare la fase 3 dopo l’estate e quindi potenzialmente avere un’approvazione per l’inizio del 2022″.

Sul processo di somministrazione: “A differenza degli altri viene inoculato in seguito a degli stimoli elettrici. Si fa un’iniezione nel muscolo e poi si utilizza una sorta di pistola. All’interno di questa viene caricato il vaccino. si appoggia sul muscolo del paziente e poi c’è una brevissima scossa elettrica di 35 millisecondi di pochi Volt.  Così si consente l’ingresso del Dna nelle fibre muscolari inducendo una potente risposta immunitaria”.

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