Covid, terapie intensive oltre la soglia critica del 30%: le Regioni a rischio

All’incremento di contagi, riscontrato in tutta Italia, si affianca un aumento dei pazienti covid ricoverati in terapia intensiva, come confermato dal monitoraggio dell’Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, aggiornato al 10 marzo 2021.

Aumento pazienti covid in terapia intensiva: i dati dell’Agenas

Il tasso di occupazione delle terapie intensive, stando al report in questione, supera la soglia del 30% attestandosi al 31%. Un dato preoccupante che potrebbe compromettere l’efficacia dell’assistenza rivolta ai pazienti covid e non. Rispetto all’ultimo aggiornamento si assiste ad un peggioramento: la percentuale, infatti, verso i primi di marzo era del 25%.

Se il dato nazionale evidenzia un quadro negativo, il tasso oltrepassa ancor di più la soglia se analizzato nello specifico: ben 11 Regioni si collocano in una situazione di rischio elevato. Si tratta di: Molise (62%), Umbria (58%), Provincia autonoma di Trento (54%), Marche (46%), Lombardia e Emilia-Romagna (44%), Abruzzo (41%), Provincia autonoma di Bolzano (40%), Friuli Venezia Giulia (37%), Piemonte (39%), Toscana (35%).

La Campania presenta un tasso di occupazione del 23%, dunque si attesta ben al di sotto della soglia di rischio. Tuttavia, anche la Regione si ritrova ad assistere ad un ripopolamento delle strutture sanitarie. Sembrano, inoltre, aumentare i giovani che, affetti da covid, ricorrono all’ospedalizzazione. Nonostante alcuni ospedali siano totalmente saturi, il direttore dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Maurizio Di Mauro ha smentito categoricamente il rischio di mancata assistenza.

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