Campania tra precariato e povertà, De Luca: “Abbiamo una situazione sociale drammatica”

Il Presidente Vincenzo De Luca, nel corso del consueto aggiornamento alla cittadinanza, ha affrontato anche il tema della crisi economica e del precariato che affligge la Campania descrivendo una drammatica situazione sociale.

De Luca: “Abbiamo una situazione sociale drammatica”

Queste le sue parole: “La situazione politica è in piena evoluzione. Mi pare che i primi atti del Governo vadano nella direzione giusta, poi ovviamente saranno i dati reali a confermare la bontà delle iniziative. I membri del M5S hanno deciso di diventare maturi come dicono loro. Un processo di maturazione che ha i tempi degli ulivi che maturano in un ventennio. Di altre forze politiche avremmo modo di parlare in altra occasione”.

“Il quadro politico italiano pare che evolva verso una direzione di casino temperato, di falso movimento, di caos calmo direbbero gli intellettuali radical chic. Vediamo dove arriviamo. Nel frattempo oltre che di covid siamo impegnati a parlare di economia, lavoro e povertà. Noi siamo obbligati a parlare più di tutti di covid perché siamo la Regione più delicata, con più alta densità abitativa d’Europa. Dobbiamo fare i conti con condizioni sociali pesanti”.

“Ad oggi abbiamo in Campania 152 mila lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Altri 8.500 per altre forme di cassa integrazione. Abbiamo una situazione sociale drammatica. Una situazione quasi unica in relazione ad altre aree di sofferenza sociale. Tra lavoratori socialmente utili, lavoratori bros, disoccupati storici organizzati, lavoratori dei consorzi unici di bacino nel settore dell’ambiente, idraulico forestali, abbiamo quasi 10.000 altri lavoratori in condizioni di totale precarietà. Con questi problemi facciamo i conti dalla mattina alla sera”.

“Per i socialmente utili c’è un’opportunità entro marzo di una stabilizzazione con l’utilizzazione di contributi anche nazionali. Ci impegniamo per il rimanente blocco di precari. Ci stiamo preparando a utilizzare al meglio i fondi del Reovery Plan. Cercheremo di combattere per avere risorse adeguate alla responsabilità che abbiamo nella realtà meridionale”.

“La gran parte di risorse europee è stata attribuita all’Italia anche rispetto all’obiettivo del riequilibrio. Il Sud è il concentrato di questo divario territoriale (per il problema delle infrastrutture), sociale (per la disoccupazione giovanile), di genere (per mancanza di lavoro e servizi sociali per le donne). Non è un regalo che ci fanno, fanno la metà del loro dovere”.

“Vi prego di avere pazienza, di stringere i denti. Dobbiamo accettare anche nuove misure se vogliamo raggiungere quell’obiettivo di uscire dal calvario entro il 2021. Se ce la facciamo sarebbe davvero un miracolo che ci consentirà di tornare alla vita normale, alle relazioni umane, ai valori che rischiano di estenuarsi in questa condizione che diventa per tanti aspetti di disumanità. Stateci vicino col senso di responsabilità e con comportamenti adeguati alla gravità di questo momento”.

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