Napoli, la disperazione dei lavoratori GiraService: senza cassa integrazione da novembre

Oggi sono scesi in piazza i 140 lavoratori dell’azienda GiraService – indotto del consorzio Unico Campania che si occupa della distribuzione dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico -, i quali hanno manifestato davanti alla sede dell’INPS di via Alcide De Gasperi per una cassa integrazione in ritardo di cinque mesi.

Abbiamo incontrato Marco Sansone, sindacalista per USB Campania, che ci ha spiegato in modo chiaro e diretto la questione: “I 140 lavoratori della GiraService sono fermi col pagamento della CIG dal 15 novembre 2020 e attendono di sapere che cosa succederà dei loro soldi, visto che il ritardo può durare due mesi al massimo. Ci sono alcuni lavoratori delle aziende satellite che addirittura aspettano da settembre 2020. Questa situazione, sommata alla mancanza di certezza riguardo la loro garanzia occupazionale -il contratto della GiraService è scaduto il 31 marzo 2021-, ovviamente aumenta la tensione sociale in un momento in cui non ce lo possiamo permettere.”.

Pare che i lavoratori aspettino da oltre 15 giorni risposte dall’INPS, a seguito dell’ultimo incontro tra questo e il sindacato, e vogliono sapere precisamente che cosa significhi “le richieste sono in lavorazione”, aggiunge il sindacalista: “Vogliamo avere la certezza che entro brevissimo tempo questi lavoratori possano avere un minimo di respiro dal punto di vista economico perché non basta la loro preoccupazione per il loro futuro, c’è anche l’insicurezza di riuscire a mettere il piatto a tavola adesso.”.

                               I lavoratori della GiraService con Marco Sansone, al centro.

Per quanto riguarda la partecipazione di altri sindacati e altri gruppi di lavoratori, Marco ci dice: “Ovviamente, quando si parla di temi sociali, noi ci aspettiamo che ci sia un interesse generale da parte di altre organizzazioni sindacali, le quali sono state informate dell’iniziativa di stamattina, così come da parte di altri lavoratori, penso specialmente ai dipendenti di Unico Campania, l’azienda madre della GiraService -anche se il contratto è stato rescisso-. Inoltre, abbiamo informato la Regione Campania, la responsabile di tutta questa situazione, che però nella questione legata al pagamento degli ammortizzatori sociali non ha conoscenza. In ogni caso, è chiaro che la forza lavoro della GiraService vorrebbe che ci fosse una presa di coscienza anche da parte di altre istituzioni, cominciando dalle organizzazioni presenti nell’appalto, che però quando vengono chiamate, almeno per l’esperienza che mi riguarda, difficilmente rispondono ‘presente’.”.

La risposta che si aspetta è principalmente quella sul futuro occupazionale dei 140 lavoratori e anche su quello che dovranno affrontare le loro famiglie, per la quale c’è stato un incontro con la Regione la settimana scorsa, a cui erano presenti il presidente regionale della commissione trasporti Cascone e l’assessore regionale al lavoro Marchiello. Ci spiega Sansone: “Abbiamo raggiunto un accordo di massima per stilare un protocollo d’intesa di qui a breve -si parlava di subito dopo Pasqua-: vedremo se ci sarà la possibilità di inserire buona parte dei lavoratori nell’ambito della fusione delle aziende regionali dei trasporti. Penso all’EAV che, per mancanza di personale, ha oltre 150 botteghini per la distribuzione e la vendita di titoli di viaggio scoperti su tutto il territorio, mentre qui abbiamo 140 lavoratori dell’indotto dei trasporti che rischiano di andare a casa. Considerando che c’è già un gara avviata per la distribuzione e la vendita che prevedrà almeno 50 lavoratori garantiti, noi vogliamo che anche tutti gli altri abbiano la garanzia di poter lavorare tra la distribuzione della nuova gestione appaltante e le aziende di trasporti che hanno carenza di personale.”.

La conclusione del sindacalista fa credere che c’è ancora tanto da fare, in quanto l’ultimo anno non è stato dei più facili: “È stato un anno molto particolare, non si può ragionare come se fosse stato ordinario: dobbiamo salvare quante più persone possibile dalla disoccupazione perché la macelleria sociale che avremo quando finirà la pandemia sarà rumorosissima.”.

Dopo l’incontro con il responsabile amministrativo dell’INPS, Marco Sansone è tornato in strada tra i lavoratori e ha pubblicato un video in diretta sulla sua pagina Facebook, in cui ha esposto le motivazioni del presidio e ha reso nota la risposta -per così dire- positiva da parte dell’istituto, il quale ha assicurato che i pagamenti previsti fino a febbraio verranno percepiti dai lavoratori entro 7/10 giorni.

Un nuovo presidio dell’USB ci sarà venerdì 9 aprile alle ore 10:00 davanti alla sede della direzione ANM di Napoli, per contrastare il trasferimento illegittimo disposto dalla CoopService ai danni di un dirigente sindacale USB, appartenente ad una categoria protetta, che ha denunciato l’inadeguatezza di locali come spogliatoi e bagni per i lavoratori che svolgono attività insudicianti presso le stazioni di Linea 1 ANM. Fino ad oggi, il dirigente sindacale in questione è stato ritenuto idoneo per la sua mansione, ma adesso pare che la sua patologia intralci il lavoro da svolgere.

 

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