Campania in zona rossa, De Luca: “Criteri demenziali, la gente fa bene ad arrabbiarsi”

Il Presidente Vincenzo De Luca, nel corso del consueto aggiornamento del venerdì, ha illustrato i dati della Campania preannunciando che quasi sicuramente sarà classificata nuovamente in zona rossa.

De Luca: “Terapie intensive al 26% ma ci diranno che siamo zona rossa”

Queste le sue parole: “In queste ore si deciderà per l’ennesima volta le zone rosse, arancioni e gialle. Abbiamo avuto anche qualche episodio paradossale. Due regioni in zona bianca due settimane fa sono passate direttamente in zona rossa. Sinceramente il livello di demagogia raggiunto dal nostro Paese è inimmaginabile e sconfortante”.

“Oggi si decide nel Comitato Tecnico Scientifico rispetto ai colori delle Regioni. Sardegna e Valle d’Aosta in zona rossa, alcune passano in arancione, altre rimangono in zona rossa. Noi dobbiamo sapere che alcuni criteri scelti dal comitato sono demenziali.  I due elementi che misurano al gravità del contagio sono l’occupazione delle terapie intensive e il numero di persone decedute per covid. Rispetto a questi due parametri la Campania è all’avanguardia in Italia. Tuttavia c’è un altro parametro cioè l’RT. Stiamo parlando di demenzialità pura. Ma si prenderanno decisioni sulla base di questi criteri demenziali”.

“La Campania ha un tasso di occupazione delle terapie intensive del 26%. L’Emilia del 48%, il Friuli 46%, Lazio 42%, Lombardia 60%, Marche 57%, Piemonte 59%. Noi in Campania 26% e ci diranno che siamo in zona rossa. I posti di degenza ospedaliera occupati in Campania sono del 37%. In Friuli del 47%, Piemonte 67% e così via”.

“Vi dico questi dati per due motivi: primo per sottolineare la demenzialità dei criteri, secondo per rimarcare il fatto che in questa seconda ondata siamo riusciti a non chiudere i reparti ordinari. In altre Regioni c’è stata una tale ondata di accessi di pazienti covid che hanno dovuto chiudere anche i reparti ordinari. Noi siamo riusciti a non farlo. La situazione ovviamente è di pesantezza ma abbiamo tenuto fermo il punto. Abbiamo fatto in modo che non ci fossero cittadini non malati di covid morti per tumori e altre patologie”.

“Comunque sia, settimana prima settimana dopo, usciremo anche dai colori. Ovviamente quando abbiamo queste classificazioni e poi la gente si arrabbia fa bene ad arrabbiarsi. Fa male a usare la violenza ma fa bene ad arrabbiarsi. Se giri per una città e vedi tutta la gente che circola tranquillamente ma si chiude il barbiere, il parrucchiere, i ristoranti è chiaro che ti cominci a innervosire”.

“Se si chiude tutto bene ma se verifichi che l’Italia è abbandonata a sé stessa e non c’è controllo chiaro che la gente si indigna. Mi pareva doveroso esprimere anche la solidarietà a quelli che vivono un sentimento di rabbia e anche di rivolta, non di violenza. A coloro che verificano delle disparità di trattamento, anomalie, cose demenziali che sono veramente difficili da tollerare. Se stanno tutti a passeggio e nessuno controlla nulla credo si possa garantire l’accesso in un teatro, un museo, in un ristorante”.

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