Castellammare ed Ercolano ricordano le vittime del Moby Prince: “Trent’anni dopo si cerca ancora giustizia e verità”

moby princeTrent’anni dopo le famiglie delle 140 vittime della Moby Prince chiedono ancora giustizia. Era il 10 aprile del 1991 quando il traghetto si scontrò con una petroliera per cause ancora da stabilire. Un vero inferno di fuoco e fumo che provocò la morte di 140 persone. Una sola sopravvisse ma l’uomo, originario di Ercolano, non è mai riuscito a superare quel giorno.

Tante infatti furono le vittime campane, per questo i Comuni di Castellammare di Stabia e di Ercolano ricordano oggi i loro concittadini che persero la vita in quell’incidente con una messa solenne nella Basilica di Santa Maria a Pugliano, alla presenza dell’unico superstite Alessio Bertrand.

Come dichiarato dal sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino:

“La più grave tragedia della storia della marina italiana in tempo di pace. Il traghetto Moby Prince diretto a Olbia entra in collisione appena fuori il porto di Livorno con la petroliera Agip Abruzzo. Una coltre di fumo nero il 10 aprile 1991 si porta via 140 vite umane, tra cui tre nostri concittadini: il terzo ufficiale Arcangelo Picone, 34 anni, il marinaio Angelo Massa, 30 anni, e l’addetto camere Maurizio Parrella, appena 15enne. Sulle responsabilità di quella tragedia è necessario far luce per ricostruire tutto quello che accadde in quella drammatica notte. E abbiamo il dovere oggi di ricordare quella tragedia, per onorare la memoria e il ricordo dei tre stabiesi e dei tanti che hanno perso la vita. Un ricordo dopo 30 anni non è mai stato scalfito dal passare del tempo”. 

La più grave tragedia della storia della marina italiana in tempo di pace. Il traghetto Moby Prince diretto a Olbia…

Pubblicato da Gaetano Cimmino su Sabato 10 aprile 2021

A Ercolano, una corona di alloro è stata deposta sotto la lapide che ricorda i nomi dei cittadini della città che persero la vita (sette in tutto: Giovanni D’Antonio, Gerardo Guida, Aniello Padula, Rocco Pernice, Pasquale Porciello, Gerardo Sicignano e Giovanni Tagliamonte). Dopo 30 anni, si cerca ancora giustizia, come dichiarato dal sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto:

“La nostra città, nel corso di questi anni, non ha mai fatto mancare il proprio supporto e sostegno alle iniziative in ricordo della strage, partecipando annualmente alla cerimonia che si tiene a Livorno e non ultimo decidendo di intitolare una strada della città alla memoria delle vittime del “Moby Prince”. Quest’anno, le restrizioni imposte dalla pandemia da covid 19, non ci permettono di poter commemorare adeguatamente l’anniversario. I momenti di dolore e le tragedie creano legami importanti, catene indissolubili. Nel nostro caso il tempo ha rinnovato soltanto il dolore e la rabbia per una tragedia che ancora cerca una verità negata. Questa catena che c’è tra di noi continuerà a stringerci con forza, con amore ed affetto nel ricordo di vicende che hanno strappato alla nostra terra donne e uomini e nel desiderio di cercare la verità”.

Sulla stessa scia, il presidente del Consiglio Comunale di Ercolano, Luigi Simeone:

“Lo scorso 3 marzo abbiamo provveduto ad approvare in Consiglio Comunale un ordine del giorno con il quale abbiamo chiesto al Parlamento di istituire una commissione d’inchiesta bicamerale per accertare la verità sulla strage del Moby Prince. Sono contento che la nostra iniziativa venga replicata anche dalle altre amministrazioni della Campania che hanno subito perdite umane in quella tragica notte. E’ doveroso l’impegno di tutti noi affinché venga fatta giustizia e verità”.

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