Svolta sul crollo della Chiesa degli Incurabili: abbattuto un muro portante

Risale alla primavera di due anni fa il disastro della Chiesa degli Incurabili, che vide il crollo dell’area retrostante l’altare maggiore di Santa Maria del Popolo e, dopo, la chiusura di uno dei più antichi ospedali di Napoli.

CROLLO CHIESA INCURABILI: LA SVOLTA

A provocare il cedimento dell’edificio del ‘500 fu la costruzione sottostante di un garage, nel quale fu abbattuto un muro portante, probabilmente per guadagnare spazio: una procedura troppo invasiva, eseguita senza alcuna autorizzazione, ma del quale si venne subito a conoscenza a causa delle devastanti conseguenze che comportò. La prima fu lo sprofondamento del pavimento della chiesa, nel quale fu coinvolta anche la tomba della cofondatrice degli Incurabili, Maria d’Ayerba; poco dopo i principali dell’ospedale chiamarono i vigili del fuoco preoccupati per l’apertura di parecchie crepe sui muri. Quello stesso giorno fu disposta la chiusura degli Incurabili, e poi fu necessario anche lo sgombero delle famiglie residenti in un palazzo che fa parte della struttura. L’ammontare dei danni è di circa 100 milioni di euro.

La Procura indaga sui finanziamenti per i lavori di rifacimento dell’intero complesso, analizzando le carte con le quali l’amministrazione comunale autorizzava gli interventi e valutando lo stato di realizzazione dell’opera: secondo la perizia firmata dal consulente Luciano Nunziante, sarebbe stato abbattuto un muro perimetrale nei pressi dell’ospedale provocando il cedimento della struttura storica.

Ad oggi, la conclusione alla quale è giunta la Procura della Repubblica di Napoli, nelle persone dei magistrati Federica D’Amodio e Stella Castaldo, guidati dall’aggiunto Simona Di Monte, è di ipotesi di disastro colposo da parte del titolare del parcheggio

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