Soldati (versione 2020): l’esperienza del Covid messa in musica

I giovani della provincia avellinese (Vallo di Lauro), in collaborazione con la Fondazione AVSI, hanno composto la canzone Soldati 2020, con cui raccontano l’esperienza del Covid e raccolgono fondi per finanziare il progetto.

Noi di Vesuvio Live abbiamo intervistato a questo proposito il musicista e ideatore del progetto Pierluigi Milosa, riportando il processo che lo ha coinvolto (assieme a diversi collaboratori) fino alla piena realizzazione del brano.

“Tutto è iniziato nel giugno dell’anno scorso”, racconta Pierluigi. “Volevo fare qualcosa di utile, non sono uno che rimane a guardare; senza sapere dove mi avrebbe portato, ho iniziato questo progetto musicale – che volevo indirizzare verso una giusta causa. Solo chi aveva combattuto sapeva bene cosa fosse il Covid. Per cui volevo dare voce a quelle persone che avevano vissuto a pieno l’esperienza del virus.”  

La canzone, con arrangiamento inedito e musicalità che può ricordare Max Pezzali o Venditti, è ascoltabile su diverse piattaforme e su YouTube è facilmente reperibile nella versione video, dove con la tecnica della Sand Art vengono rappresentate le vicende raccontate dagli intervistati: la solitudine, l’attesa dei tamponi e la paura degli esiti, il calore della propria famiglia o l’assenza da essi, la tensione generale.

In questo modo i ragazzi invertono il trend di passività suggerito dalla pandemia, usufruendo di musica e racconto e trasformando questi due potenti mezzi in un aiuto concreto. Così i giovani del Vallo di Lauro si sono rivolti individualmente a coloro che hanno vivide esperienze del covid: infermieri, medici, operatori sanitari, membri delle forze dell’ordine e allo stesso tempo padri, madri e membri di una famiglia che hanno affrontato la pandemia in modalità diverse. In questo modo prende forma il testo di Soldati (2020).

Ciascuna storia mi ha segnato in modo diverso”, racconta Pierluigi. “La famiglia per intero colpita dal virus mi ricorda cosa significa avere chi ti ama accanto in un momento complicato, mentre il poliziotto solo a casa per 22 giorni mi ha particolarmente commosso. Uno dei medici mi ha detto: “In ospedale si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” – da qui l’idea del titolo”

Ben presto la voglia di associarsi ad una raccolta fondi (che già era nei piani dell’autore) ha preso forma nella collaborazione con AVSI, nata dopo un’attenta analisi e ricerca rispetto alle varie associazioni che si occupano dell’ambito umanitario. “Tende”, così afferma Pierluigi, sembrava l’iniziativa giusta in quanto si occupa di supporto psico-sociale, materiale per didattica a distanza, assistenza di anziani e indigenti, raccolta di materiale igienico – sanitario.

Dal primo momento è stata chiara la volontà di rendere la canzone un mezzo per sensibilizzare gli ascoltatori e ricordare che ci sono persone che, più di altre, stanno subendo gli effetti della pandemia: a questi ultimi si è deciso di destinare il ricavato degli ascolti – tramite donazioni sulla piattaforma “Go fund me” accessibile col seguente link

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