Pregliasco: “Mascherina al mare. Lanciamo la moda dell’abbronzatura col segno in viso”

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano, ha ribadito l’importanza dei dispositivi di protezione ritenendo necessario che si indossi la mascherina anche in spiaggia.

Pregliasco: “Indossare le mascherine anche in spiaggia”

Queste le sue parole ai microfoni di ‘Un giorno da Pecora’ su Rai Radio 1: “Speriamo che il messaggio del ‘tana liberi tutti’ non passi. Il rischio c’è. Se andiamo tutti insieme in centro è un disagio. Siamo tutti compressi come in una molla sotto pressione. Il rischio è che si sganci tutto insieme e lo abbiamo visto in India”.

Sulla variante indiana: “Si tratta una doppia variazione. Ce ne saranno ancora altre, il virus troverà ulteriori varianti quando avrà difficoltà a diffondersi. In Israele mi risulta che abbiano valutato che il vaccino Pfizer sia ancora capace di andare contro queste mutazioni forse con qualche riduzione dell’efficacia”.

“Non possiamo sperare che il covid andrà via del tutto. Rimarrà, possiamo conviverci in maniera più tranquilla ma cercherà comunque di insidiarsi. Per qualche anno, forse per i soggetti più a rischio ci sarà un programma di vaccinazione forse simile a quello dell’influenza. Gli studi sulla durata della vaccinazione sono ancora in corso. Per ora la protezione è confermata a sei mesi ma può darsi si vada oltre quindi ci sarà tempo per poter organizzare queste campagne di vaccinazione”.

Sui rischi derivanti dalle riaperture: “Un prezzo da pagare lo avremo. Dipenderà dal ‘tana liberi tutti’. Consiglierei di andarci al ristorante ma con attenzione e buonsenso. Bisogna stare attenti al numero di commensali, al fatto che siano parenti o meno. Questo è l’elemento da gestire ma non è facile. La trasmissione indiretta (attraverso gli oggetti) si aggira intorno al 15/20%, il grosso è sempre il contatto diretto, gli ‘sputazzi’ che ci scambiamo inconsapevolmente”.

Sul coprifuoco: “Serve per andare verso una progressione e fare in modo che nell’arco di una quindicina di giorni questo step possa essere superato. Scientificamente la differenza fra un’ora in più o in meno difficilmente si riesce a determinare. Stiamo ancora valutando l’efficacia dei sistemi di restrizione, ci sono anche qui risultati discordanti. Più mobilità, più spostamenti, più contatti sicuramente equivalgono a un rischio maggiore. Mi rendo conto che è una scelta politica difficile, una mediazione tra tantissimi interessi contrapposti ma tutti legittimi”.

Fondamentale, anche per i vaccinati, continuare a munirsi di dispositivi di protezione: “Finché non c’è una percentuale di copertura maggiore bisogna mantenere ancora la mascherina. In spiaggia è un altro pasticcio. Già l’anno scorso non è passata la moda della tintarella con la mascherina sul viso che poteva essere l’unica scelta. Nei momenti di contatto, di arrivo, di uscita bisogna sicuramente tenerla. Tutto dipende come è organizzata la spiaggia. Direi di lanciare la moda dell’abbronzatura con il segno della mascherina”.

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