Primo giorno di riapertura del Mann: tante emozioni e voglia di cultura

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28 aprile. Giornata storica per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che finalmente dopo mesi di chiusura al pubblico a causa dell’emergenza sanitaria, ha riaperto al pubblico e ora può di nuovo tornare a ospitare i suoi visitatori assetati di cultura, sempre nel pieno rispetto delle norme anti covid vigenti.

Il Direttore del MANN, Paolo Giulierini, ha aperto con gioia questa mattina, alle ore 9:00 in punto, il portone del Museo. Già a porte ancora chiuse, alcuni visitatori erano in attesa di tornare a varcare quella soglia. Con grande emozione finalmente si potrà visitare la mostra “Gladiatori”.

Tra i vari visitatori, ce n’è uno calamita le attenzioni di tutti. Si tratta del piccolo Jacopo: ha sette anni e dimostra una curiosità onnivora, che spazia dalle scienze all’arte, dalla storia (è naturalmente appassionato di gladiatori) alla zoologia.

Tanti altri racconti si svelano accanto al grande rilievo con combattimenti di gladiatori, imponente reperto che accoglie il pubblico nell’atrio del MANN. Carmen è una guida turistica di 35 anni, Teresa insegna lettere, Anna è una farmacista sessantenne ed attende la pensione per dedicarsi alla sua passione per la cultura, Xie studia scenografia e viene dalla Cina.

Tante storie di persone a confronto con il passato, in un periodo difficile che entrerà nella storia, purtroppo, in senso negativo. Al MANN i Gladiatori occupano simbolicamente il palcoscenico, nel Salone della Meridiana e nella Sezione tecnologica Gladiatorimania.

Di nuovo i visitatori sono accanto alle vetrine, di nuovo si sente un allegro brulichio nella sale: ai primi presenti al Museo (alle 13 erano stati raggiunti già 100 ingressi), è stato regalato il numero di maggio/giugno di “Archeologia viva”, un dono simbolico per ricominciare a leggere e vivere il patrimonio culturale che il MANN ha da offrire. Che questo gesto possa essere di buon augurio, affinché il museo non debba più essere costretto a chiudere, perché il popolo ha bisogno di acculturarsi e talvolta anche di ricordarsi cosa era in passato.

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