AstraZeneca e infiammazione dei nervi: l’Ema indaga sulla sindrome Guillan-Barré

L’Ema, Agenzia Europea per i Medicinali, sta valutando alcuni casi di sindrome di Guillan-Barré segnalati a seguito della somministrazione del vaccino prodotto da AstraZeneca.

Ema indaga sulla sindrome di Guillan-Barré e vaccino AstraZeneca

A renderlo noto è la stessa agenzia che, tramite nota, ha comunicato: “Nell’ambito della revisione delle regolari relazioni di sicurezza riepilogative sulla pandemia per Vaxzevria, il vaccino Covid-19 di AstraZeneca, il PRAC sta analizzando i dati forniti dal titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio sui casi di sindrome di Guillain-Barré (GBS) segnalati a seguito della vaccinazione”.

“Lo GBS è un disturbo del sistema immunitario che causa l’infiammazione dei nervi e può provocare dolore, intorpidimento, debolezza muscolare e difficoltà a camminare. La sindrome è stato identificata come possibile evento avverso che richiede specifiche attività di monitoraggio della sicurezza”.

Dunque la valutazione punterà a stabilire l’eventuale nesso tra dose vaccinale e disturbo in questione: “Il PRAC ha richiesto al titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio di fornire ulteriori dati dettagliati, inclusa un’analisi di tutti i casi segnalati nel contesto del prossimo rapporto di sicurezza di sintesi sulla pandemia. Il PRAC continuerà la sua revisione e comunicherà ulteriormente quando saranno disponibili nuove informazioni”.

Intanto, l’Ema, a seguito degli eventi trombotici legati al vaccino in questione, si è espressa a favore dell’utilizzo del farmaco. I benefici di quest’ultimo, infatti, superano di gran lunga i rischi, insiti in ogni tipologia di farmaco. É stato considerato plausibile il nesso tra eventi trombotici e somministrazione di AstraZeneca ma questi ultimi si sono rivelati in una bassissima percentuale di pazienti, soprattutto di sesso femminile e con età inferiore ai 60 anni.

Di qui la raccomandazione di preferirne l’utilizzo per coloro che non superano la soglia dei 60 anni. Tuttavia ciò non toglie che il farmaco possa essere somministrato anche a cittadini di età inferiore. Intanto è stata stilata una lista di sintomi che potrebbero rivelare l’insorgenza di una reazione avversa.

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