Il Vallone San Rocco: un’oasi naturale distrutta dalla mano dell’uomo

Vallone San Rocco
Foto di Serena Palumbo

La città di Napoli è famosa per la coesione di realtà opposte, ma in pochi sanno che accanto la frenetica zona ospedaliera è possibile avventurarsi in un’oasi naturale. Si tratta del Vallone San Rocco, una vallata formatasi in seguito a un’eruzione dei Campi Flegrei circa 12000 anni fa e segnata dal passaggio del fiume Bellaria.

Vallone San Rocco
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Vallone San Rocco
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La storia

Il Vallone, soprannominato Saliscendi, comprende un’estesissima area, che abbraccia i quartieri di Miano, Piscinola, Frullone, Ponti Rossi e Colli Aminei. Passeggiando al suo interno è possibile imbattersi in mastodontiche, nonché suggestive, cave di tufo, che hanno ricoperto ruoli essenziale per la città di Napoli. Durante le due Grandi Guerre, infatti, molti cittadini napoletani e gli eserciti alleati trovarono riparo in esse per difendersi dagli aerei che sorvolavano la città per bombardarla. Ma non solo: gran parte del tufo utilizzato durante le costruzioni edilizie del Risanamento di Napoli è stato estratto da queste cave, che ancora oggi ne portano i segni. Un altro utilizzo è visibile attraverso dei relitti di autobus abbandonati proprio in una delle cave: furono utilizzate come deposito della compagnia di trasporti Alloschi Bros.

Vallone San Rocco
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Vallone San Rocco
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Vallone San Rocco
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Tuttavia il disincanto dato da questa oasi di pace segnata dalla storia, in cui vivono tante specie rare di animali, termina alla vista dell’incuria in cui giace. Negli ultimi anni, infatti, la vallata è diventata una delle aree più inquinate di Napoli. Nel 2020, in seguito a una frana, sono emersi cumuli di rifiuti nascosti e seppelliti nel sottosuolo.

Vallone San Rocco
Foto di Serena Palumbo

Dinanzi a questo stato di degrado in cui il Vallone Saliscendi giace, è lecito chiedersi che ruolo abbia avuto il comune di Napoli nella sua salvaguardia. A cavallo tra il 2003 e il 2004 il CIPE, Comitato Internazionale per la Programmazione Economica, ha stanziato 31 milioni di euro per la riqualifica del Vallone San Rocco. Tuttavia il consequenziale progetto di bonifica avanzato dal comune di Napoli è stato bruscamente interrotto e mai ultimato. Ancora una volta, però, nel 2012 è stato varato un secondo e molto ambizioso progetto, che, oltre alla rimozione dei rifiuti e alla bonifica del suolo, avrebbe donato alla città un parco con aree sportive e ricreative di ogni tipo. Ma anche in questo caso, la concreta realizzazione non ha mai visto la luce.

Vallone San Rocco
Foto di Serena Palumbo

L’Associazione “Salviamo il Vallone San Rocco”

Un parco dal potenziale inestimabile, ma mortificato dalla mano e dall’incuranza dell’uomo. Chi non si è mai voltato dall’altra parte, invece, è l’Organizzazione di tutela ambientale Salviamo il Vallone San Roccoche dal 2017 si batte attivamente e concretamente per restituire dignità a questo luogo. Nel 2017 hanno presentato un esposto in Procura e da allora non hanno mai smesso di organizzare iniziative sul territorio atte a sensibilizzare la popolazione su tale tematica, con il fine di restituire questo polmone verde alla città di Napoli.

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