De Luca: “Noi forziamo le regole se diventano ottuse. Siamo in un Paese di idioti”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della presentazione della guida ufficiale del Parco Regionale dei Campi Flegrei, ha parlato degli interventi previsti per dare una svolta al settore del turismo.

De Luca ai Campi Flegrei: gli interventi sul turismo

Sulla guida in questione ha commentato: “Una sintesi di storia, cultura e arte davvero straordinaria. Una delle cose più belle che ho trovato personalmente. Noi viviamo in una terra che è stata uno dei luoghi simbolo di quello che fu un impero, l’unico che abbiamo avuto nel nostro Paese. In queste zone vi erano i luoghi privilegiati del potere romano”.

“A volte mi è capitato di pensare a quello che sarebbe l’Italia se avessimo un livello di organizzazione adeguato al patrimonio che abbiamo ereditato nei secoli. Avremmo potuto realizzare il più grande distretto turistico dal mondo intero tra Roma e Napoli. Abbiamo la possibilità di far crescere qualcosa di unico al mondo se solo avessimo un’idea progettuale e decidessimo di realizzarla in Italia. Ma non l’abbiamo avuta e non l’abbiamo neanche oggi”.

Il Presidente punta alla riclassificazione del turismo: “In questo territorio (Campi Flegrei, ndr) non possiamo immaginare un turismo di massa. Abbiamo un ambiente così straordinariamente prezioso che dovrebbe divenire uno dei luoghi privilegiati del turismo di qualità, di élite, ricco. Meno visitatori ma più qualità, così come nelle isole. Abbiamo il litorale domitio che può accogliere anche un turismo di massa così come l’area cilentana con spazi ampi”.

“Questa è una terra benedetta da Dio. Non c’è un panorama analogo nella mia memoria. Qualche altra immagine paragonabile a questa bellezza sono i tramonti di Ravello. Qui siamo a quel livello, cose che non si troveranno in nessuna parte del mondo. Noi stiamo lavorando per fare questo salto di qualità”.

“Il secondo salto riguarda l’organizzazione e tutto ciò che attiene alla modernità. Dobbiamo promuovere la digitalizzazione di tutto. Il turismo è l’unica attività economica che ritiene una qualità a 360 gradi. Un’economia industriale può farne a meno ma un distretto turistico no. Richiede ospitalità, tutela dell’ambiente, trasporto e sanità adeguati, sicurezza del territorio”.  

“Abbiamo preso in contropiede qualche altra Regione di Italia quando abbiamo deciso di fare le isole covid-free. Formalmente non era consentito ma come sapete noi forziamo le regole quando le regole diventano ottuse e burocratiche e non fanno capire che un’isola come Capri è un brand mondiale che ha una ricaduta turistica per tutta l’Italia. Non ci vuole molto a capirlo”.

“Adesso dobbiamo essere all’altezza di quello che abbiamo messo in cantiere anche perché abbiamo alle porte Procida Capitale della Cultura. La prima cosa che stiamo cercando di completare è il lavoro per avere il mare pulito. Poi la valorizzazione dei laghi flegrei, interventi territoriali vasti per avere intorno a questi luoghi un ambiente straordinariamente riqualificato e affascinante. Abbiamo avviato il master plan per il litorale flegreo-domitio per la riqualificazione di tutta l’area costiera da Pozzuoli fino al limite del Lazio. Un lavoro gigantesco al limite della follia, non troveremo 100 metri di territorio nel quale poter realizzare una strada libera tanta è la diffusione di abusivismo incontrollato”.

“Poi il recupero del centro storico di Pozzuoli, del Rione Terra con la sua bellezza sconvolgente. Dobbiamo completare la rete infrastrutturale. Per la stazione di Baia con il sindaco nazareno (Josi della Ragione, ndr) stiamo lavorando perché il cantiere è bloccato da anni”. 

“Siamo in un Paese di dementi dove è impossibile mettere una firma senza rovinarsi la vita. Penso a tanti dirigenti pubblici terrorizzati per la figura dell’abuso di atto d’ufficio che è una delle cose più idiote che si siano prodotte in Italia. Una delle leggi a tutela della casta, non contro la casta. Vale per te, per me, per i funzionari ma non per deputati, senatori, ministri e così via. Come ci siamo divertiti in questi ultimi anni a descrivere ogni amministratore pubblico come un ladro, un farabutto e oggi non troviamo neanche chi è disposto a candidarsi come sindaco perché non ha voglia di farsi massacrare con la sua famiglia sugli organi di informazione, sulle televisioni e compagnia bella. Paese di idioti”.

“Ancora oggi stiamo discutendo su come eliminare la prescrizione. Puoi essere appeso ad un procedimento giudiziario per 20 anni. Il mio processo è durato 19 anni. Si trattava di una variante urbanistica approvata a tutela degli operai che pensavamo di ricollocare in un altro investimento per un parco tematico. Non rinuncerò mai più alla prescrizione nella mia vita ma neanche sotto tortura”.

“Per la stazione di Baia se avessimo fatto una transazione con l’impresa avremmo ripreso i lavori, adesso dobbiamo riprendere di nuovo il cantiere, fare l’aggiornamento dei prezzi, ritrovare le risorse, fare una gara europea e tra tre anni saremo ancora qui a discutere. Siamo geneticamente malati, cercheremo di andare avanti comunque, non siamo obbligati ad essere tremendi. Contiamo di riaprire quel cantiere che è indispensabile per avere il trasporto su ferro fino alla stazione su Baia adeguato al progetto di turismo che vogliamo realizzare”.

“Tra qualche mese qui il sabato e la domenica qui ci arrivate solo se vi fate paracadutare. Allora dobbiamo mettere in piedi un progetto id organizzazione della mobilità. Oggi chi si muove da altri Paesi guarda anche alla Sanità, come succede per le Baleari. Stiamo lavorando per dare serenità ai turisti anche in questo”.

Dall’enogastronomia alla città sommersa di Baia: “Qui abbiamo cose uniche al mondo. Questo era il luogo della ricchezza dell’impero. Da Roma su tutto il percorso domitio era una successione di anfiteatri, luoghi di cultura e anche di trasgressione. Mica avevano tutti la vocazione al martirio come il sindaco Josi”.

“Qui c’è tutto. Dobbiamo avere la capacità di darci un’organizzazione tedesca. Possiamo guadagnare il doppio con un turismo di qualità senza distruggere l’ambiente.  Dobbiamo completare nel giro di una settimana l’immunizzazione di tutto il comparto perché è una carta decisiva”. 

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