Mia Cara Napoli, io non voglio piangere più!

Napoli

Mia Cara Napoli,

oggi ho bisogno di scriverti perchè provo tanto dolore e tanta rabbia. E in momenti come questi rimango immobile, perso tra i miei pensieri.  Apro la finestra, ti guardo, ti ammiro e mi scappa una lacrima. Sei bellissima, con il tuo mare, la tua gente, i tuoi castelli, le tue barche e potrei continuare all’infinito. Io Ti Amo e ho capito fin da subito che avrei dovuto dividerti con tutto il popolo Napoletano.

Ma oggi, per un istante, per la prima volta, quando ho aperto quella finestra ho desiderato essere altrove. Mi fa rabbia che la mia innamorata si stia portando via i suoi frutti così giovani: Ciro Esposito, Salvatore Giordano e Ivan, ragazzino di quasi 13 anni che voleva divertirsi, tuffarsi nel mare e provare attimi di libertà.

Napoli

Poi ci ripenso e mentre ti fisso capisco che tu poco puoi farci, stai piangendo anche tu ma non lo fai vedere. Io, invece, non posso fermarmi, scoppio in lacrime e vorrei prendermela con il mondo intero.

Decido di scendere per strada, passo per la Galleria Umberto I e ritorno a piangere. Chiedo a qualcuno se conoscesse una delle tre vittime e i loro sguardi mi dicono tutto. Stanno piangendo insieme a te e a me.

Allora ho capito che tu sei stanca, noi siamo stanchi, non possiamo sopportare altro dolore. E a chi fa di tutto per farti sembrare cattiva, io, tutti noi, ti difenderemo a spada tratta ma tu promettici che sarai in grado con il tuo amore di consolarci dai peccati degli altri e dalle sventure.

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