“Liberiamo i fiumi”: monitoraggio in kayak delle barriere sul Volturno

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“Liberiamo i fiumi”, il progetto targato Wwf in collaborazione con Federazione Italiana Canoa Kayak – gruppo Volturnia Kayak. Un modo tutto nuovo per il censimento di ciò che artificialmente ostacola il libero scorrimento delle acque del fiume Volturno, il corso d’acqua più lungo del Sud Italia, con i suoi 175 chilometri. Si tratta della sesta edizione del monitoraggio sistematico del fiume ad opera del Wwf. Il censimento ha avuto inizio nel tratto che bagna la provincia di Caserta, tra i territori di  Cancello ed Arnone e Castel Volturno, dove il corso d’acqua si getta nel Tirreno.

La prima giornata di ricognizione ha avuto come partenza dei partecipanti in prossimità di via Toti. Recentemente la zona è stata bonificata e resa fruibile dai volontari del comune di Cancello e Arnone. Sui social, il presidente provinciale del Wwf di Caserta, Raffaele Lauria, ha commentato l’evento, avuto luogo nella giornata di ieri. “La diminuzione della pressione antropica, in alcune zone, ha fatto registrare un sensibile miglioramento dello stato del fiume. Ciò dimostra che, se rispettata, la natura ‘rinasce’ “ scrive, con la speranza che questo sia un segnale che possa far riflettere sulla tutela dell’ecosistema fluviale.

Un capitale naturale, così definito dal delegato del Wwf Italia per la Campania. “Per 1 € investito in Natura, essa ce ne restituisce 10 in servizi ecosistemici. Gli sbarramenti, le rampe, i guadi e i culverts – hanno un impatto terribile sui fiumi, influenzandone negativamente la salute, la qualità e la disponibilità dell’acqua, e minacciando la sopravvivenza della biodiversità fluviale.” spiega Lauria, anticipando i ritrovamenti artificiali che minerebbero la sopravvivenza della biodiversità del fiume campano.

All’iniziativa “Liberiamo i fiumi” possono partecipare tutti, come si può leggere nel post. Per farlo, basta scaricare l’app “BARRIER TRACKER” nel proprio smartphone e partecipare ad una grande azione di Citizen Science. “L’uso della App “BARRIER TRACKER” è molto semplice e permette di fotografare, classificare e georeferenziare qualsiasi barriera, traversa o diga. In questo modo si potrà disporre di un ampio quadro della frammentarietà del nostro fiume e avere una prima mappa delle barriere da rimuovere per far tornare i nostri fiumi alla loro naturalità.”

L’elaborazione dei dati raccolti permetterà di individuare una prima lista di barriere con lo scopo della loro rimozione dal tratto. I risultati verranno poi pubblicati il prossimo autunno. Presenti alla partenza l’assessore all’Ambiente Gaetano Ambrosca, la Polizia Municipale, il Nucleo di Protezione Civile e della Vigilanza Ambientale del Comune di Cancello e Arnone.

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