Vaccino Covid, la seconda dose scatena un “super” sistema immunitario: lo studio

vaccinoUna ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature dal titolo “Systems vaccinology of the BNT162b2 mRNA vaccine in humans” mostra l’impatto del vaccino Pfizer sul sistema immunitario ed in particolare la sua azione contro il Covid 19.

Tutti i vaccini attualmente in uso in Europa, eccetto Johnson, prevedono la somministrazione di due dosi. La prima, detta prime, offre una certa protezione contro il ceppo di Wuhan ma non altrettanto contro le varianti, in particolare quella inglese e soprattutto l’indiana. Con la seconda dose, o boost, da un 30% di protezione contro l’infezione sintomatica grave o la morte sale fino a quasi il 100%.

Il vaccino anti Covid protegge anche contro altre malattie

Lo studio, i cui autori principali sono Prabhu S. Arunachalam, Madeleine K. D. Scott, Thomas Hagan affiliati all’Università di Stanford, è stato condotto su 56 soggetti volontari in buono stato di salute. È stato rilevato come la seconda dose sia in grado di stimolare la produzione dei linfociti T (o cellule T, in grado di individuare agenti e cellule estranei) che, in seguito alla prima, era praticamente assente. A differenza degli anticorpi, che individuano le particelle virali, i linfociti T sono in grado di intercettare e distruggere anche le cellule infettate dai virus, non solo il Sars-Cov-2. Per questo motivo il vaccino Pfizer è potenzialmente in grado di proteggere anche contro altri virus, non solo il coronavirus.

Il sistema immunitario beneficerebbe inoltre del risveglio di monociti, quiescenti o presenti in modo ridotto, che fanno parte del sistema immunitario innato, ovvero paragonabili a sentinelle che avvertono della presenza di “nemici” (non solo il coronavirus) mettendo in moto quindi il processo atto a combatterli. Questi, dallo 0,01% di presenza nel sangue, aumentano di 100 volte fino all’1% in seguito alla seconda dose.

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