MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

De Luca: “Bonafede? Il peggior ministro. Disc jockey di professione principale, impresentabile anche sul piano estetico”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inaugurato la sua consueta diretta del venerdì commentando la riforma della giustizia e criticando l’operato dell’ex ministro Alfonso Bonafede.

De Luca contro Bonafede: “Il peggior ministro della storia”

Queste le sue parole: “Vorrei fare una considerazione sulla riforma della giustizia. Abbiamo assistito ad un’ennesima sceneggiata politica, un atto di cabaret che credo sia da considerare offensivo per l’intelligenza degli italiani. Sapevamo già da dove cominciava questa sceneggiata, il Movimento 5 Stelle aveva bisogno di una bandierina per approvare la legge ed oggi si sono allungati i processi per i reati di mafia, terrorismo, con la Lega che ci ha voluto aggiungere un po’ di suo”.

“Dovevamo far finta di aver prodotto una grande innovazione. La cosa sconcertante è la dichiarazione di  Conte che ha detto ‘abbiamo allungato i processi’. La notizia che sarebbe stata data in un Paese normale è ‘abbiamo ridotto i tempi dei processi perché abbiamo deciso di assumere più magistrati, personale giudiziario, mettere a disposizione più strutture tecnologiche’. Invece qui comunichiamo come grande risultato il fatto che abbiamo dilatato i tempi”.

Quanto all’ex Ministro della Giustizia: “I 5 stelle hanno offerto il peggiore Ministro della Giustizia che si sia avuto nel nostro Paese, tale Bonafede, che io scherzando chiamavo ‘Buonanotte’, altro che Bonafede. Credo disc jockey come professione principale, impresentabile come cultore di diritto e anche sul piano estetico. Il peggiore che abbia avuto l’Italia. Abbiamo avuto Aldo Moro, Vassalli, poi siamo arrivati a Buonanotte. Finalmente si è conclusa questa sceneggiata ma nel modo in cui ho detto. Non comunicando ai cittadini di aver preso le misure per ridurre i tempi dei processi con nuove personale e strutture ma dicendo ‘abbiamo allungato’. Come siamo contenti, sulla pelle dei cittadini”.

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