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Apice, crolla il ponte di epoca borbonica: “Nonostante le segnalazioni, non abbiamo avuto risposte”

crolla ponte apiceDurante la notte è crollata una parte del ponte antico che sorge sul fiume Calore ad Apice (Benevento). Per fortuna non c’è stato alcun ferito.

A dare la notizia è il Comune di Apice, tramite una nota pubblicata su Facebook:

“Questa mattina ci siamo svegliati con un pezzo in meno della nostra storia. Una parte del ponte storico sul fiume Calore a ridosso del centro storico è crollata. Sono state numerose le segnalazioni agli enti preposti, soprattutto alla Provincia che ne è responsabile, l’ultima in ordine cronologico a marzo 2021. A tutte le richieste non si è mai avuto risposta da nessuno. Fa rabbia il totale disinteresse degli enti preposti per opere che hanno un valore elevato sotto tanti punti di vista e per un’intera comunità. La tutela del patrimonio storico non può essere considerata dalle istituzioni come un problema e un fastidio”.

Inoltre, a causa del crollo del ponte, è sospeso il servizio idrico per le utenze ubicate a S.Lucia bassa e via Spina, in attesa di interventi straordinari per il ripristino.

La storia del “Gran ponte di Apice”:

Nei pressi di Apice fu realizzato sul Calore dal 1838 al 1846 il «gran ponte di Apice», ricostruito a seguito dei danni subiti nella seconda guerra mondiale. Per raggiungere il paese, che si trova arroccato su un’altura, era necessario attraversare il fiume Calore su un ponte in località Maurelle, non molto vicino al centro, che crollò a seguito di un’alluvione, così che gli abitanti si trovarono nella condizione di dover superare il fiume servendosi di una scafa per recarsi nei paesi vicini. Tale situazione causava molti disagi specialmente durante l’inverno quando le continue piene spesso determinavano l’isolamento del centro abitato. A partire dal 1835, pertanto, il Comune di Apice decise di far costruire un nuovo ponte con un progetto redatto dall’ing. Massari ed approvato nel 1837; il contratto fu stipulato il 19 settembre del medesimo anno indicando l’esecuzione di un ponte con cinque arcate invece delle sette previste in origine.

Il 4 ottobre del 1838 ebbero inizio i lavori. La costruzione prosegui con celerità e senza molti intoppi per i primi due anni, realizzando la platea con quattro piloni di travertino e le spalle; nell’inverno del 1840, però, una grande piena del fiume investì tali opere minacciando di distruggerle causando fortunatamente la sola caduta di alcune pietre. A ciò si aggiunsero alcune difficoltà tecniche ed amministrative dovute al trasferimento in Sicilia dell’ingegnere Massari sostituito dall’ingegnere Federico, ed al rapporto con l’appaltatore il quale però riprese i lavori portandoli a compimento con un costo finale di sedicimila ducati.

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