Aggressione a Fuorigrotta, parla il rider vittima del pestaggio: “Prima mi hanno sputato addosso e poi preso a calci”


NAPOLI – Sabato notte, intorno all’1:30 Vincenzo, un rider 26enne, è stato aggredito da un gruppo di ragazzini davanti al Mc Donald di Fuorigrotta in Via Lepanto. Il ragazzo, come si vede da un video che è stato fatto circolare in rete, è stato preso a calci e picchiato con un casco da una baby-gang.

Il rider è stato poi portato al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo riportando contusioni multiple ritenute guaribili in 21 giorni. Capendo che si era trattato di un’aggressione, stesso i medici hanno deciso di allertare i carabinieri della compagnia di Bagnoli che sono riusciti a individuare due degli aggressori grazie alle telecamere di sicurezza della zona.

Il ragazzo ha deciso di raccontare quanto accaduto sabato sera a ‘Il Mattino‘.

Prima mi hanno sputato addosso e poi mi hanno aggredito. Ero appena uscito dal locale per andare a fare una consegna quando ho incrociato questo gruppo di ragazzi in scooter, uno dei quali, non so chi, mi ha sputato contro. Non ci ho visto più e sono tornato indietro per chiedere spiegazioni. Quando li ho avvicinati, però, sono volate prima parole grosse e, poi, è scoppiata la rissa. Non so quanti erano ma mi sono visto accerchiato. Ho provato a difendermi ma sono caduto sotto il peso dello zaino. A questo punto mi hanno colpito con calci e pugni”.

L’aggressione è stata filmata e messa in rete da alcune persone che hanno assistito alla scena, ma Vincenzo non ha gradito questo gesto, affermando: “Io ancora non l’ho visto me lo hanno detto solo dopo che ci stava questo video. Sinceramente questa attenzione non mi piace anche perché subito dopo l’aggressione, insieme a un collega del delivery, abbiamo cercato di parlare con alcuni dei ragazzi che mi avevano picchiato. Volevo chiuderla in quel momento, senza conseguenze.

Vincenzo ha dichiarato che non ha voluto sporgere denuncia perché “erano tutti ragazzini”. Tuttavia, il rider racconta che fortunatamente non è riuscito a difendersi anche perché “se avesse fatto male a un minorenne poteva passare pure un guaio”.


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