Covid, 57.992 imprese del Sud rischiano la chiusura: oltre 16.000 solo in Campania

Con l’avvento della pandemia, sono poco meno di 176.400 le imprese italiane a rischio chiusura e una su tre si trova al Sud: a confermarlo è uno studio condotto da Cgia Mestre basato sull’analisi dei dati della Banca d’Italia sul grado di insolvenza delle aziende nel periodo covid.

Imprese italiane a rischio chiusura, più criticità al Sud: lo studio di Cgia Mestre

A livello provinciale il numero maggiore di imprese segnalate come insolventi si concentra nelle città di Roma, Milano, Napoli e Torino. Stando ai dati dello scorso marzo, il capoluogo partenopeo si colloca al terzo posto con 8.159 aziende a rischio. Si tratta di realtà che, classificandosi come insolventi e non potendo, dunque, accedere ad alcun prestito erogato dal canale finanziario legale, rischiano di chiudere o di finire in mano agli usurai.

Una situazione che peggiora se si tiene conto della ripartizione territoriale: l’area più svantaggiata, infatti, risulta essere proprio quella del Mezzogiorno. Il Sud conta ben 57.992 imprese in sofferenza (pari al 32, 9% del totale), seguito dal Centro con 44.854 (25,4%), Nordovest con 43.457 (24,6%) e Nordest con 30.070 (17%).

Sulla base di tali dati la Cgia ha sollecitato il Governo Draghi a promuovere alcune iniziative in grado di sostenere tali imprese, in particolare potenziando il ‘Fondo di Prevenzione dell’Usura’ e incentivando le banche ad aiutare le aziende. Una problematica che richiede soluzioni urgenti se si considera il fatto che tutto il mese di settembre sarà ricco di scadenze fiscali che potrebbero accentuare le difficoltà dei titolari.

Quanto alla Campania sono circa 16.470 le imprese in sofferenza. Numeri che preoccupano il presidente di Cia Campania, Alessandro Mastrocinque, che a ‘La Repubblica’, ha messo in evidenza soprattutto le difficoltà delle imprese agricole: “La pandemia si è rivelata disastrosa per molte aziende. Basti pensare a coloro che non sono rientrati nella platea dei beneficiari degli aiuti statali per mancanza di requisiti, a chi ha subito il doppio del ribasso dei prezzi come l’ortofrutta. “Penso al florovivaismo che con le chiusure della prima e seconda ondata pandemica ha registrato perdite senza precedenti”.

Intanto le misure messe a punto per sostenere l’economia e lo sviluppo del Paese hanno visto ancora una volta il Sud in una posizione di svantaggio. Soltanto ieri l’Uniport, Associazione delle Imprese Portuali Nazionali, ha denunciato l’esclusione delle Regioni del Mezzogiorno dalla ripartizione dei fondi previsti dal bando Green Ports. Quest’ultimo finalizzato alla realizzazione di progetti per il settore dell’intermodalità e logistica integrata, in particolare per interventi in tema di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti.

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