Tullio e Giuseppe uccisi, il dolore di amici e parenti: “I ragazzi più buoni al mondo”


Sono giorni di dolore per le comunità di Portici ed Ercolano colpite dalla perdita di Tullio e Giuseppe, i due ragazzi uccisi a colpi di pistola che familiari e conoscenti descrivono come persone perbene, appassionate di sport e musica.

Ercolano, Tullio e Giuseppe uccisi: il dolore di familiari e conoscenti

A sparare sarebbe stato un residente della zona in cui i due ragazzi avevano parcheggiato per fermarsi a fare due chiacchiere dopo una partita di calcetto. L’uomo, un 53enne, li avrebbe scambiati per due ladri e, per tale motivo, non avrebbe esitato ad aprire il fuoco. Stando alle prime ricostruzioni il colpo sarebbe partito frontalmente mandando in frantumi il parabrezza e facendo scivolare l’auto.

C’è rabbia e dolore nelle parole di chi conosceva i due ragazzi. Giuseppe era un appassionato di sport e  stava per laurearsi in scienze motorie. Lo zio intervenuto a ‘Quarto Grado’, ha dichiarato: “E’ una cosa assurda, una morte veramente assurda. Mio nipote si stava laureando, stava preparando la tesi. Il ragazzo si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Sulla stessa scia Gianluca Giordano, l’allenatore di Giuseppe, che ha raccontato: “Ci siamo visti mercoledì, è venuto ad allenarsi come era solito fare. Era un appassionato del settore infatti studiava per questo. La palestra era la sua seconda casa. L’allenamento, l’alimentazione erano la sua vita. Non è giusto ciò che è successo. Le dinamiche sono chiare ma la motivazione sembra un po’ strana.

Lo descrive come un ragazzo buono, tra i migliori che abbia mai conosciuto: “E’ un ragazzo che ti faceva stare tranquillo. Non era il tipo da creare problemi. Non fumava e non beveva nemmeno. Insomma, la perla dei ragazzi”.

Un amore per lo sport che condivideva con Tullio, appassionato di tennis oltre ad essere un grande lavoratore. Il ragazzo si alzava all’alba per recarsi al mercato dei fiori ad aiutare suo padre. Proprio quest’ultimo, a ‘Il Corriere del Mezzogiorno’, ha spiegato: “Mio figlio era il ragazzo più buono del mondo. In quella zona aveva degli amici perciò gli capitava di andarci”.

Anche il Tennis Club Velotti, frequentato da Tullio, ha voluto ricordarlo con dolci parole: “Ognuno di noi ha ricordi belli di te. Un ragazzo dall’animo generoso che non meritava un finale così. Ti vogliamo ricordare per le risate che ci facevi fare, per quei gesti spontanei così bonari. Vogliamo ricordarti insieme ai tuoi amici del tennis, alle serate trascorse insieme, alle amichevoli, alle trasferte, ai compleanni. Ci mancherai. Grazie per tutto ciò che sei riuscito a donarci”.


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