Whirlpool, Di Maio fermato dagli ex operai: “Siamo disperati, non abbiamo di che mangiare”

 

Continuano ad arrivare le lettere di licenziamento per i 320 operai della Whirlpool di Napoli. Un’epilogo tragico per tutte le famiglie coinvolte che hanno provato a lottare fino alla fine. Sono sconvolti e distrutti gli ex operai della fabbrica, ma non si perdono d’animo. Ed è per questo motivo che alcuni di loro hanno mostrato al Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, la propria lettera di licenziamento.

Come riportato dall’Ansa, il Ministro si trovava ieri sera a Pomigliano d’Arco per la presentazione del suo libro Un amore chiamato politica. Terminato l’incontro, il Ministro degli Esteri Di Maio si è ritrovato accerchiato dai lavoratori ormai licenziati della Whirlpool di Napoli, che gli mostravano la lettera di licenziamento ricevuta nei giorni precedenti chiedendo una “convocazione urgente” presso il ministero competente.

Licenziamenti Whirlpool, Di Maio: “Una marea di soldi pubblici fermi”

“Siamo in mezzo ad una strada ormai.” Queste le parole di chi ancora non vuole arrendersi alla tragica decisione presa. “Siamo disperati; non abbiamo di che mangiare”, afferma qualcun altro tra la folla, il che riporta anche alla mente l’episodio che pochi giorni fa ha visto protagonista un loro ex collega.

L’uomo, infatti, tramite un cartello affisso sulla porta della sua abitazione, affermava di non trovarsi in casa, ma di essere altrove a chiedere l’elemosina. Parole molto forti, che, anche se fossero solo simboliche, rendono chiara la difficile condizione di queste persone.

“Abbiamo bisogno di risposte – ribattono alcuni degli ex operai – Ci era stato assicurato che la Whirlpool non chiudeva. E invece adesso siamo stati sbattuti in mezzo ad una strada.” Di Maio cerca quindi di rassicurare i lavoratori presenti: “Ci sono un mare di soldi pubblici là fermi che ora dobbiamo intercettare con i privati. Dobbiamo lavorarci, ora ne parlo con il ministro Giorgetti e chiamo subito la viceministro.”

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