Ercolano, giovanissimi vandalizzano storica Piazza. Il sindaco: “Una vergogna, saranno puniti i genitori”

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Foto fb Ciro Buonajuto

Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, non usa mezzi termini contro un gruppo di ragazzini che la scorsa notte ha imbrattato il monumento di Piazza Colonna. Scritte e vernice colorata anche sulle panchine di una piazza storica dato che lì si trova la statua eretta per celebrare l’unità d’Italia ed è legata alla città perché chi l’ha realizzata ne è stato sindaco.

MONUMENTO IMBRATTATO A ERCOLANO, L’AMAREZZA DEL SINDACO

Il primo cittadino ha affidato a Facebook il suo commento in cui spiega il degrado e la deriva dei giovani d’oggi:

Ieri sera il monumento di Piazza Colonna e le panchine circostanti sono state imbrattate da vandali delinquenti. Non trovo altre parole per definire chi sfregia un monumento. Ma la cosa che mi addolora maggiormente e che i protagonisti di questo atto sono delle ragazzine e dei ragazzini che nonostante i richiami dei commercianti, hanno continuato nella loro azione. Non c’è futuro senza cultura! Non c’è futuro senza memoria! Quei ragazzini e i loro genitori, ahimè, ignorano che quel monumento è tra i primi in Italia ad essere stati eretti per celebrare l’avvenuta Unità, che ha realizzarlo fu l’architetto Leonardo Filotico, sindaco della nostra città nel 1861, che proprio alle spalle di quella piazza stiamo facendo ogni sforzo per realizzare un’opera pubblica (la terrazza sugli scavi di via cortili – via mare) che renderà più vivibile l’intera zona, oltre a rappresentare una ulteriore attrattiva turistica per Ercolano.
Qualcuno sicuramente si appellerà alla mancanza di controlli, ma non è pensabile una Ercolano con un poliziotto o un vigile ad ogni angolo. Questa volta le telecamere c’erano e ci permetteranno di denunciare i genitori, ma nonostante questo oggi ci ritroviamo con la colonna vandalizzata e deturpata ed è una vergogna. Serve che ognuno faccia la propria parte contro chi non ama la nostra città, la sporca, la deturpa e non ne rispetta le regole“.

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