Quarta dose e richiamo annuale: cosa dicono gli esperti

Con una campagna vaccinale ormai avviata anche sul fronte della terza somministrazione, diversi esperti hanno chiarito i frequenti dubbi in merito all’eventuale introduzione di una quarta dose e all’ipotesi di un richiamo annuale.

Quarta dose e richiamo annuale: cosa sappiamo

Mentre gli israeliani hanno dato il via alla quarta dose di vaccino per tutti gli over 18, l’Italia, almeno per il momento, resta ferma al terzo richiamo. Del resto l’EMA, Agenzia Europea dei Medicinali, di recente è intervenuta sulla questione sconsigliando dosi ravvicinate che rischierebbero di compromettere il sistema immunitario.

Dunque la probabilità di sottoporsi ad una quarta dose sembra essere ancora lontana. In più diversi sono gli esperti che sostengono la necessità della somministrazione aggiuntiva soltanto per i soggetti più fragili, non coinvolgendo il resto della popolazione non affetta da particolari patologie.

A sostenere tale orientamento è il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, che, intervenuto all’Adnkronos Salute, ha dichiarato: “A mio avviso non dobbiamo considerare quarte dosi. Per ora è un discorso teorico ma io credo che non sia fattibile. Dovremo attendere l’Ema e i dati israeliani ma non sarà facilmente sostenibile dal punto di vista organizzativo, economico e dell’accettazione da parte della popolazione. Anche perché non si ottiene granché. Il risultato clinico, stando ai primi dati che arrivano da Israele, non è così importante”.

Sulla stessa scia Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute che, ai microfoni di Radio Cusano Campus, ha spiegato: “Oggi parlare di quarta dose per tutti è estremamente prematuro e fuorviante, non fa altro che generare incomprensioni”.

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, non rifiuta l’ipotesi di un quarto richiamo generalizzato ma, come Pregliasco, all’Adnkronos Salute, sottolinea: “I dati iniziali di Israele sulla quarta dose non mi sembravano così favorevoli, nel senso che sembrava addirittura non migliorare la risposta immunitaria. Credo che al momento sia più urgente completare le terze dosi e poi valutare se è il caso di fare la quarta”.

Resta, invece, accreditata l’ipotesi di effettuare un richiamo annuale, e non a distanze ravvicinate, soprattutto per i soggetti più a rischio. “La vaccinazione dovrà slittare in una strategia come quella dell’influenza: un richiamo annuale il cui target saranno i soggetti fragili e quelli più esposti” – ha sottolineato Pregliasco.

“I soggetti fragili potrebbero aver bisogno di un ulteriore rinforzo ma bisognerà capire chi sono questi soggetti e quando dovranno fare la quarta dose. Forse dovremo fare una dose stagionale come per l’influenza o probabilmente dovranno farlo solo alcune categorie” – ha continuato Sileri.

In generale, per il momento l’Italia non seguirà l’esempio di Israele, puntando principalmente all’immunizzazione della popolazione con terza dose. Analizzando l’andamento della situazione, poi, si valuterà l’ipotesi di una dose annuale che quasi sicuramente coinvolgerà i fragili ma potrebbe essere estesa a tutta la popolazione.

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