Stato d’emergenza, scadenza fissata al 31 marzo 2022: che significa e cosa cambierà

La fine dello stato d’emergenza è fissata per il 31 marzo 2022 e, questa volta, dovrebbe non essere prorogata ulteriormente come anticipato dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Il mancato rinnovo, dunque, comporterebbe un ritorno alla situazione pre-pandemica e un graduale ritorno verso la normalità.

Fine stato d’emergenza prevista per il 31 marzo 2022: cosa cambia

Dichiarato per la prima volta nel gennaio del 2020, lo stato d’emergenza viene disposto in presenza di eventi eccezionali, come l’avvento del covid. Si tratta di un provvedimento che autorizza le ordinanze di protezione civile per l’adozione di provvedimenti urgenti, consente l’attuazione di interventi speciali in deroga alle disposizione di legge, snellisce le procedure di approvazione di leggi e decreti.

Il Governo, fin quando il Paese si trova in uno stato d’emergenza, può approvare i cosiddetti Dpcm che non passano attraverso l’approvazione del Parlamento. In più vengono introdotte restrizioni sanitarie, quali l’obbligo di mascherina o il distanziamento sociale, e incentivato lo smart working.

Dal 31 marzo, dunque, l’adozione di provvedimenti emergenziali, attraverso procedure rapide in via straordinaria, potrebbe venir meno. Di conseguenza verrebbero sciolti anche gli organismi eletti per fronteggiare la pandemia: il ruolo del generale Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza, così come quello del Comitato Tecnico Scientifico non risulterebbero più necessari.

Ne conseguirà un generale alleggerimento delle norme come spiegato da Sileri: “Credo che il 31 marzo lo stato d’emergenza non sarà prorogato. Per la fine di marzo avremo abbandonato tante di quelle restrizioni che oggi abbiamo. Forse andrebbe ripensato anche il Green Pass, in base all’andamento del virus, e anche al tipo di vaccinazione che andrà rimodulata”.

Il sottosegretario alla Salute non parla di abolizione del certificato verde né di sospensione della campagna vaccinale ma di modifiche all’impianto attuale da realizzare sulla base dei dati epidemiologici. Tuttavia, se la curva dovesse confermarsi in discesa, verso primavera probabilmente potremmo voltare pagina.

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