In Campania puoi andare al mare solo se sei ricco: 68% delle spiagge in mano ai privati

In Campania andare al mare è un lusso. Questo fatto è purtroppo noto ai cittadini, costretti a spendere decine di euro per una giornata in spiaggia con la famiglia già solo tra ingresso nel lido e ombrellone. Secondo Legambiente il 68% di litorale campano è gestito dai privati, record nazionale. Le spiagge libere sono quindi un miraggio, considerando anche che il restante 32% spesso è inaccessibile soprattutto per anziani e bambini o a causa dell’inquinamento. Esempio emblematico è rappresentato dalla città di Napoli, che conta chilometri di costa ma dove sono in due o tre punti minuscoli è possibile sdraiarsi sulla spiaggia e fare il bagno gratis.

Dal 2024 dovrebbero partire le nuove gare

Per cercare di disciplinare la materia, visto l’ormai sostanziale privilegio di cui godono le imprese balneari che spesso sono nelle mani di una famiglia da decenni, il Governo vorrebbe rivedere il regime delle concessioni. Il Consiglio dei Ministri ha redatto una bozza secondo cui dal 2024 dovrebbero partire le gare europee per l’assegnazione dei pezzi di costa.

La posizione degli imprenditori balneari

Salvatore Trinchillo, gestore del Lido Varca D’Oro e vice presidente del sindaco nazionale dei balneari, ha espresso la propria opinione in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. “Certo se pensiamo alla bozza entrata in cdm, populista e inutile, e quella che è uscita dobbiamo dire che è buona, ma è migliorabile – ha affermato –In primis chiederemo una proroga dei tempi, perché altrimenti le gare dovrebbero partire ora. Ma per fortuna ci sono paletti importanti: chi partecipa alla gara deve ristorare gli investimenti fatti. Tra investimenti e manutenzione, un’azienda spende mediamente 100/200 mila euro l’anno. Ottanta metri lineari costano tra i 30 e i 40 mila euro. È il motivo per cui i Comuni non possono gestire le coste: per una postazione balneare completa bisogna spendere 10-15 mila euro, escludendo la pulizia. Ad eccezione di qualcuno la nostra è una categoria che suda, lavora, ha contribuito allo sviluppo del turismo. Se oggi l’Europa ci invita alla concorrenza bene: mio padre mi ha lasciato in eredità questa azienda, vorrà dire che passerà a mio figlio solo se vincerò la gara. Ma servono regole giuste, rifiutiamo di essere dipinti come quelli che hanno usurpato un territorio”.

Gli imprenditori quindi sono favorevoli alle gare, ma sostanzialmente, ci sembra di capire, danno quasi per scontata la necessità di proseguire con il regime delle concessioni. Per i cittadini cambierebbe poco o nulla. E nonostante in Campania vi siano 509 chilometri di costa, il mare continuerebbe a essere negato a una grandissima fetta della popolazione.

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