L’Italia aggiorna il piano per le emergenze nucleari: dai ripari al chiuso allo iodio

Dopo ben dodici anni il Governo ha aggiornato il Piano Nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari. Un processo già avviato mesi fa ma accelerato probabilmente alla luce dei recenti conflitti in Ucraina. Al momento, tuttavia, come sottolineato più volte dalle autorità, non sussiste alcuna reale emergenza nucleare.

Governo aggiorna il Piano Nazionale per le emergenze nucleari

Nella bozza, diffusa dall’Ansa, si chiarisce che l’aggiornamento “individua e disciplina le misure necessarie a fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari di potenza ubicati ‘oltre frontiera’, ossia impianti prossimi al confine nazionale, in Europa e in paesi extraeuropei”.

Tra le principali misure previste all’interno del piano spicca la necessità di disporre di un riparo al chiuso, restando all’interno delle abitazioni con porte e finestre serrate e sistemi di ventilazione o condizionamento spenti per brevi periodi di tempo, con un limite massimo posto a due giorni.

In più iodoprofilassi (pratica che mira ad assicurare una fonte di iodio a tutta la popolazione), monitoraggio della contaminazione personale, controllo della filiera produttiva (con eventuali restrizioni alla commercializzazione di prodotti agroalimentari) e limitazione all’importazione di beni e derrate alimentari.

Le autorità nazionali sottolineano che si tratta soltanto di una revisione del piano: al momento non vi è alcuna emergenza concreta. Per questo motivo l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso una nota per opporsi all’assunzione delle pillole di iodio, la cui richiesta è aumentata in Europa a seguito dell’attacco russo alla centrale di Zaporizhzhia.

Al momento l’utilizzo del farmaco risulta inutile e persino dannoso per l’organismo. L’Iss ha raccomandato, invece, il solo utilizzo del sale iodato per la preparazione e la conservazione degli alimenti in accordo con la campagna ‘Poco sale ma iodato’.

Potrebbe anche interessarti