Missili russi a 16 chilometri dalla Polonia: un errore può provocare la guerra mondiale

I missili russi a una manciata di chilometri dal confine della Polonia, e quindi della Nato. Oggi la Russia ha bombardato Leopoli, la città più a occidente dell’Ucraina dove erano state spostate le ambasciate delle nazioni straniere all’inizio della guerra, ma non solo: ha bombardato la base militare di Yavoriv, a soli 16 chilometri dal territorio dell’Unione Europea, dove lo scorso autunno si sono tenute delle esercitazioni militari congiunte tra contingenti ucraini e stranieri.

Drone russo abbattuto dopo aver sconfinato in Polonia

Gli aerei militari russi spesso volano vicino ai confini della Nato, costretta a far alzare in volo i propri velivoli per affrontare eventuali sconfinamenti. Nei giorni scorsi un drone russo ha oltrepassato il confine polacco, venendo abbattuto. Un evento che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi, ma si capisce quale sia il livello di tensione.

Una situazione molto pericolosa quella attuale, perché un errore di calcolo potrebbe costringere la Nato ad intervenire nel conflitto. L’eventualità che un missile russo sbagli obiettivo cadendo in territorio polacco non è troppo remota. Non è troppo remota neanche l’eventualità che ordigni possano colpire le ambasciate, che sono comunque considerate territorio del Paese ospitante, ma a quel punto ogni scenario di reazione sarebbe possibile.

La Polonia propone la missione di pace

Nel frattempo proprio la Polonia ha intenzione di presentare alla Nato e al Consiglio europeo la proposta di una missione di pace in Ucraina. Secondo Piotr Mueller, portavoce del governo di Varsavia, non significherebbe entrare in guerra contro la Russia poiché le truppe verrebbero installate in porzioni di territorio non occupate dagli uomini di Mosca. Ma, anche in questa ipotesi, è evidente come la presenza simultanea nelle stesse aree dell’esercito russo e di quello Nato potrebbe scatenare un conflitto in caso di errori umani o provocazioni.

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