Come evolverà il covid, dalla variante ‘perfetta’ al virus stagionale: gli scenari secondo gli esperti

Con una situazione generalmente sotto controllo, nonostante la diffusione della variante Omicron, alcuni esperti hanno delineato gli scenari più probabili sull’evoluzione del covid e, dunque, su cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Omicron ed evoluzione del covid: cosa potrebbe accadere secondo gli esperti

Non vi sono certezze sul futuro del covid ma le ipotesi prevalenti risultano essere due: potrebbe diventare un virus simile all’influenza stagionale oppure dare vita a nuove varianti, in particolare a quella che alcuni scienziati definiscono mutazione ‘perfetta’.

Nel primo caso si andrebbe incontro ad alcune ondate di contagio come sottolineato da alcuni scienziati dell’Università di Chicago e del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle al New York Times: “Ci aspettiamo che il covid continui a causare nuove epidemie, ma saranno sempre più guidate dalla capacità di aggirare il sistema immunitario. In questo senso, il futuro potrebbe assomigliare all’influenza stagionale, dove nuove varianti causano ondate di casi ogni anno. Se questo accadrà, i vaccini dovranno essere aggiornati regolarmente come quelli antinfluenzali”.

Non escludono nemmeno il possibile arrivo di nuove varianti data la capacità naturale del virus di ‘affinare le armi’ per infettare anche i soggetti immuni: “Non c’è ragione, almeno da un punto di vista biologico, per cui il virus non continui a evolversi”.

“Non possiamo escludere l’arrivo di una nuova variante, perché Omicron infetta decine di milioni di persone ogni giorno. Sappiamo che più il virus circola, più aumentano le possibilità che muti. Ecco perché l’arrivo di Omicron non ha stupito i virologi. E non possiamo escludere che si formi una variante con 50 o più variazioni ancora più ‘perfetta’ di quella attuale, a livello di trasmissibilità, replicazione e fuga immunitaria” – ha spiegato Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, a ‘Il Corriere del Mezzogiorno’.

La maggior trasmissibilità incontrerebbe un progressivo calo della protezione offerta dal vaccino, o dalla guarigione naturale dal virus, nella maggioranza della popolazione. Per tale motivo secondo il dott. Perno “Sarà probabilmente necessario aggiornare i vaccini, quindi per ora è giusto non dare a tutti la quarta dose con quelli che abbiamo. I richiami successivi probabilmente andranno fatti con preparati diversi”.

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