Da Torre del Greco alla Città degli Angeli: la grande avventura della giornalista Federica Volpe, nuovo membro della Critics Choice Association

Federica Volpe
Federica Volpe con Emily Ratajkowski e Gina Lollobrigida

Non si è lasciata scoraggiare dalla distanza che la divideva dal realizzare i suoi desideri, ma ha continuato a lavorare. Nata e cresciuta a Torre del Greco, Federica Volpe ha concluso i suoi studi presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale, trasferendosi successivamente a Los Angeles. Ed è proprio qui che ha raggiunto il successo svolgendo il lavoro dei suoi sogni. Numerose sono le sue interviste con i nomi e volti più noti del mondo dello spettacolo, da Venus e Serena Williams a Barbra Streisand. Ma Federica ha deciso di non fermarsi qui. Ha lavorato, infatti, fino ad ottenere uno tra i riconoscimenti più prestigiosi a cui un giornalista può aspirare: diventare membro votante della Critics Choice Association, l’associazione composta da critici di tutto il mondo, che assegna ogni anno i Critics Choice Awards ai migliori film e programmi televisivi.

-Rivolgendo uno sguardo al passato, ti saresti mai aspettata di arrivare a conquistare un tale obiettivo? 

Sono sempre stata una persona molto determinata. Sapevo però di essere disposta a fare i sacrifici necessari a raggiungere determinati obiettivi. Per me non era tanto ‘Ce la farò a raggiungere il traguardo?’, era piuttosto un ‘Ce la farò a mettere l’impegno necessario durante tutto il percorso e ad essere costante?’. E quello sapevo di poterlo fare. Bisogna essere costanti e molte volte è anche estenuante. Non è facile trasferirsi dall’altra parte del mondo, con la famiglia lontana. Io ho sempre avuto l’obiettivo ben presente, ma al tempo stesso non ho mai distolto lo sguardo dalla strada perché un sognatore deve necessariamente crearsi un percorso al fine di rendere il sogno concreto altrimenti questo resta solo un’idea. È dal presente che crei il tuo futuro. 

-Immagino dunque che momenti difficili, così come quelli felici, non siano mancati. 

Lo chiamiamo ‘percorso lavorativo’, ma è comunque è un percorso di vita. È normale, quindi, che ci siano alti e bassi. Ma ci ho sempre creduto e ancora ci credo tanto. Non sento di essere arrivata all’apice del mio percorso professionale, c’è ancora tantissimo che desidero fare. 

-Nel corso della tua carriera, hai avuto il piacere di conoscere ed intervistare grandi attori del cinema hollywoodiano e cantati di fama internazionale; c’è un’intervista in particolare che ricordi con gioia?

Ce ne sono tante. Tuttora ho delle interviste programmate per le quali sono molto emozionate e che non vedo l’ora di fare. Ho scoperto delle storie bellissime e ogni intervista mi lascia sempre un qualcosa. Fondamentalmente si parla tanto di celebrità, però io mi rapporto con persone con storie fantastiche. Una che mi viene in mente è Lana De Rey, con cui posso dire di aver fatto una bellissima ‘chiaccherata’ più che un’intervista. Abbiamo parlato molto, si è aperta con me e ho potuto conoscere una persona interessantissima. Probabilmente tutt’oggi è una delle mie interviste preferite. O quella con Melanie C delle Spice Girls che porto nel cuore anche perché ero e sono una grande fan delle Spice. Ricordo anche quella con Gina Lollobrigida, Amy Adams, Gloria Gaynor, Nick Carter, ne ho così tante che potrei continuare all’infinito.

-Durante le tue interviste entri a contatto diretto con artisti che talvolta vengono visti come irraggiungibili, abbattendo anche questo tipo di muro. Le emozioni sono sempre le stesse o variano di volta in volta?

L’emozione dell’intervista in sé è sempre la stessa. È anche quello che mi fa capire ogni volta che ho fatto la scelta giusta. È come prima di ogni esame universitario, con quell’ansia che ti fa battere forte il cuore, ma appena ti siedi avviene l’inizio di uno scambio con l’altra persona. Si crea una connessione anche emotiva. Per quanto mi riguarda un giornalista deve presentarsi all’intervista senza alcun tipo di pregiudizio o condizionamento esterno. Alla fine sono individui che vanno scoperti.

A me è sempre piaciuto parlare con le persone, scoprire le loro storie e quindi per me è sempre una grande emozione quando riesco a comunicare loro che genuinamente mi interessa raccontare di loro e non fare gossip. Di solito si tende a dimenticare che sono esseri umani esattamente come noi. Mi piace quindi scoprire il loro lato umano e farlo scoprire. Ho sentito storie incredibili che mi hanno toccato tantissimo. Insomma, con la persona si deve stabilire anche un rapporto di fiducia. E quando riesci è bellissimo perché è in questi momenti che secondo me scopri la vera essenza sia dell’intervista che di questo lavoro.

Federica Volpe e la lieta notizia dal Critics Choice Association: “Ho urlato dalla gioia”

-Com’è stato ricevere la notizia di esser diventata membro della Critics Choice Association? 

Questo è un grande riconoscimento per un giornalista. Inoltre io ho sempre seguito Critics Choice Awards. L’associazione fino all’anno scorso era aperta solo ad americani e canadesi. Quest’anno hanno aperto la sezione internazionale, per cui ci ho provato: sapevo di avere i requisiti richiesti. Certo, ci fanno parte giornalisti che hanno una carriera molto più lunga della mia, ma ho deciso di provarci lo stesso. E poi è successo. Ero in Italia per le feste quando mi hanno comunicato la notizia. Ho urlato dalla gioia. La cosa più bella è stata poter festeggiare con i miei familiari. Mi hanno sempre supportato e oggi non potrei fare quello che faccio senza il loro sostegno. Però ho anche festeggiato una volta tornata a L.A. con i miei amici, la piccola famiglia che ho creato qui in America.

-Dev’esser stato difficile passare da un’ambiente familiare ad un mondo nuovo e sconosciuto. 

Sì, è stato difficile. Io sono fortunata abbastanza da poter dire che ho una bellissima famiglia. Siamo molto uniti e ci siamo sempre appoggiati a vicenda. Il loro sostegno è stato fondamentale per questa mia scelta. Infatti, prima di partire, ne ho parlato tanto con loro. Venendo quindi da una situazione simile, trovarsi ad oltre 12 ore di aereo di distanza, da sola, in un paese completamente diverso da Torre Del Greco è stato davvero difficile. Ma è in questi momenti che entra in gioco la determinazione. Devi volerlo più di quanto ti spaventi.

-Hai qualche consiglio in particolare per coloro che sognano di raggiungere traguardi come i tuoi? 

Dico sempre che il percorso che ho fatto io e che continuo a fare lo possono fare tantissime altre persone se disposte a lavorare sodo. Il mio consiglio è dunque di non lasciare che la paura diventi un blocco, ma piuttosto un motore. Se una cosa la si vuole davvero bisogna lavorare sodo e crederci tanto. Crederci soprattutto perché, nel momento stesso in cui lo fai, anche le altre persone inizieranno a crederci e a fidarsi di te. Nessun obbiettivo è troppo grande se lo desideri davvero. 

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