La pizza pronta a diventare patrimonio dell’UNESCO: ecco la proposta

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Tonda, al taglio, fritta, al metro o a portafoglio; sono tutte varianti della pizza, gustoso simbolo a livello mondiale della napoletanità, prima, e dell’italianità, poi, e incrollabile bene del patrimonio gastronomico e culturale del nostro paese. In quanto tale, l’ex Ministro dell’Ambiente e attuale presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, ha lanciato una petizione affinché, nei primi mesi del 2015, proprio alla vigilia dell’apertura dell’Expo di Milano, la commissione italiana per l’Unesco proponga l’inserimento dell’Arte della Pizza nella “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.

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Si tratta di una sfida che è iniziata nel 2011, quando il Ministero dell’agricoltura ha inviato il dossier della candidatura della pizza al Segretariato del Patrimonio Culturale immateriale di Parigi, ma il dossier sembra essere ancora in esame e la situazione è palesemente bloccata. Da qui la petizione e il ritorno alla ribalta di Alfonso Pecoraro Scanio, il cui interesse nei confronti della pizza risale agli inizi del nuovo secolo, quando, in qualità di Ministro delle politiche agricole, ha cercato di ottenere dall’UE il riconoscimento della pizza quale specialità tradizionale garantita (STG), cosa realizzatasi soltanto il 5 febbraio 2010. Quanto alla petizione, che ci si augura possa sensibilizzare e mobilitare italiani e non in merito a tale argomento, può essere sottoscritta collegandosi al sito www.change.org/p/la-pizza-come-patrimonio-unesco. Attualmente si contano più di 2.410 sostenitori, costantemente in aumento e a poche unità dal raggiungimento del quorum di firme richiesto.

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