Brucia vivo il fratello per soldi poi canta e ride: “Posso prendere il posto di Lupin”

Emergono nuovi retroscena sull’omicidio di Domenico Martone, trovato morto carbonizzato nelle campagne di Lettere lo scorso 30 marzo, che vede come principale indiziato il fratello della vittima, Antonio. Il gip di Torre Annunziata, Valeria Campanile, ne ha convalidato il fermo analizzando anche il contenuto delle intercettazioni. A renderlo noto è ‘Il Corriere del Mezzogiorno”.

Omicidio Martone, il fratello: “Posso prendere il posto di Lupin”

Stando a quanto comunicato dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri l’uomo avrebbe dato fuoco al corpo del fratello, dopo averlo aggredito, al fine di riscuotere una polizza assicurativa sulla vita della vittima stipulata un anno prima proprio su iniziativa del fermato, unico beneficiario della stessa.

“Sciuscià sciuscià, l’ingegnere ingegna! Faccio arrestare a tutti quanti! Se scampo anche questa secondo me faccio la botta o mi ammazzo solo io. O posso prendere il posto di Lupin” – queste le parole intercettate e pronunciate da Antonio a poche ore dalla morte di suo fratello.

Era il 31 marzo scorso, il giorno dopo la morte di suo fratello, quando Antonio si era recato sul luogo del delitto per recuperare l’auto del fratello. Non immaginava che all’interno dell’abitacolo i carabinieri avessero nascosto delle microspie.

Proprio per questo, una volta entrato in auto, si era sentito libero di manifestare tutta la sua euforia: cantava e rideva quasi vantandosi delle sue azioni, per nulla disperato per la perdita del fratello di soli 33 anni. Anche nei giorni successivi, alla guida dell’auto, continuava a cantare: “Sciuscezza sciuscezza, dolcezza dolcezza”.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano Antonio salire in auto insieme al fratello in direzione Lettere e in più lo riprendono mentre sistema una tanica e una latta, contenenti probabilmente il liquido infiammabile, all’interno del bagagliaio.

Dall’ordinanza emerge anche un ulteriore particolare: Antonio avrebbe attirato il fratello in una trappola per condurlo sul luogo del delitto. Tramite messaggi si sarebbe finto una donna polacca desiderosa di incontrare Domenico insieme ad un’amica che avrebbe tenuto compagnia al fratello. Dai filmati recuperati, infatti, si vede la vittima posizionarsi sul sedile posteriore probabilmente convinto che le due donne dovessero sedersi una accanto a lui, l’altra accanto al fratello che era alla guida.

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