De Luca: “Sto valutando ordinanze restrittive. Se ci divertiamo rischiamo di richiudere”

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della visita all’ospedale Ascalesi per l’inaugurazione del nuovo macchinario all’avanguardia, è tornato a parlare dell’emergenza covid annunciando la possibilità di andare incontro a ordinanze maggiormente restrittive. A renderlo noto è ‘Il Mattino’.

De Luca: “Sto valutando ordinanze più restrittive”

Sulla possibile abolizione dell’obbligo di mascherine al chiuso a partire dal 1 maggio, il Governatore ha sottolineato: “Tutti quelli che lavorano nelle strutture al chiuso devono mantenere la mascherina a cominciare dai ristoranti. Parlo dei dipendenti, quelli che servono ai tavoli o cucinano. Devono mantenere assolutamente la mascherina. Stiamo verificando se fare qualche ordinanza regionale più restrittiva”.

L’invito alla prudenza, tuttavia, è rivolto a tutti i cittadini: “Al di là delle ordinanze, la mascherina serve a tutelare la nostra vita e quella dei nostri familiari. Quando passeggiate per via Toledo e strade simili è chiaro che l’assembramento c’è. Mettiamo in conto anche che d’estate vogliamo respirare un po’ di più e di conseguenza ci sarà un rimescolamento sociale”.

A ciò si aggiunge la ripresa dei flussi turistici che già durante le vacanze pasquali ha fatto registrare il tutto esaurito a Napoli e in Campania. E’ proprio De Luca a sottolineare: “C’è una ripresa fortissima del turismo. E’ evidente che ci sarà un contatto con migliaia di persone che arriveranno. Allora la mascherina è lo strumento più efficace per tutelarci dalle varianti”.

“La Cina anticipa, in genere di qualche mese, quello che succederà negli altri Paesi. Shanghai ha messo 25 milioni di persone in quarantena. Anche negli Stati Uniti hanno ripreso misure restrittive perché hanno registrato nuove varianti pericolose. Nessuna drammatizzazione però teniamo i piedi per terra altrimenti ci divertiamo per due mesi e a ottobre dobbiamo richiudere tutto. Vorrei evitare questo andirivieni” – ha concluso.

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