Napoli, un bracciale sostituirà le analisi del sangue: stop prelievi, dati in tempo reale

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A Napoli un braccialetto sostituirà le analisi del sangue

Nel corso del congresso Medicina Interna 4.0 è stato annunciato un nuovo progetto che partirà dalla città di Napoli: il lancio di un braccialetto che sostituirà le analisi del sangue, con risultati trasmessi in tempo reale ad una centrale operativa.

Nuovo progetto da Napoli: un braccialetto per le analisi del sangue

Oltre 70 specialisti, provenienti da tutta Italia, hanno preso parte al congresso dedicato alle innovazioni nell’ambito sanitario. Una di queste avrà come protagonista proprio la città partenopea, andando a sostituire il tradizionale sistema dei prelievi del sangue.

“Grazie ai laboratori di Biosensing, nel giro di pochi anni, non sarà più necessario effettuare prelievi del sangue per le analisi ma basterà l’applicazione di un semplice braccialetto per misurare glicemia, elettroliti, sodio, potassio e bnp per lo scompenso cardiaco, con i dati che saranno trasmessi da remoto in tempo reale direttamente a una centrale operativa” – ha spiegato Antonio Cittadini, professore ordinario di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell’Università Federico II di Napoli.

“Con il professor Paolo Netti e il CRIB stiamo sviluppando, alla Federico II, laboratori che utilizzano biosensori di ultimissima generazione attraverso sistemi già disponibili, in modo da eseguire gran parte degli esami grazie a sensori che si applicano sulla pelle, senza bisogno di aghi e prelievi. Il tutto, ad esempio, per intervenire nella cura degli scompensi cardiaci” – ha continuato.

“Ciò dimostra anche la centralità del ruolo della Medicina Interna per la cura di gran parte delle patologie. Da venti anni stiamo lavorando su un sottogruppo di pazienti affetti da scompenso cardiaco e deficit ormonali e abbiamo scoperto che, intervenendo con cure specifiche sulle carenze ormonali, si impedisce la progressione della malattia e si migliora anche la condizione cardiaca” – ha concluso.

Ha preso parte al convegno anche Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II, che ha commentato: “A Napoli si sta facendo tantissimo nel campo della ricerca applicata all’assistenza sanitaria e nella formazione di giovani e medici. Medicina Interna 4.0 significa soprattutto sinergia tra nuove tecnologie e rapporto umano con il paziente, attraverso l’utilizzo di telemedicina e sensoristica che aiutano il medico, ma non potranno mai sostituirlo”.


“Il cambiamento del mondo della salute e della sanità passa attraverso l’innovazione e la digitalizzazione e far camminare i dati permette di mettere in contatto costante i pazienti con le strutture sanitarie e gli operatori. Ma servono anche operatori sanitari 4.0 ed è giusto puntare sulla formazione. Inoltre, sono convinto che vada accelerato anche il discorso sul fascicolo sanitario elettronico” – ha dichiarato Vincenzo Santagada, assessore alla Salute del Comune di Napoli.

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