Dal 41 bis alla laurea con 110 e lode, la storia di Pierdonato Zito: “Senza lo studio sarei impazzito”

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Pierdonato Zito

Trenta anni di carcere, di cui 25 consecutivi ed 8 in regime di 41 bis. Pierdonato Zito, a 63 anni, è il primo studente che si è laureato al Polo Universitario Penitenziario della Federico II, e con il massimo dei voti. È stato infatti proclamato dottore in Scienze Sociali con 110 e lode, ma questo risultato va ben oltre la semplice soddisfazione: lo studio ha permesso la sua rieducazione e soprattutto di tenerlo legato alla realtà, di non farlo impazzire, come egli stesso ha affermato.

Pierdonato Zito: dal 41 bis alla laurea con 110 e lode

Pierdonato Zito è stato intervistato dal Corriere del Mezzogiorno, al quale ha detto: “Sono entrato in carcere a 35 anni e ne sono parzialmente uscito a 62 grazie allo studio. Per vivere rinchiuso senza impazzire ho inventato la vita mentre la vita passava, ho lottato per non diventare buio nel buio, fango nel fango, ho studiato. L’università trasforma la detenzione in un percorso di crescita e questo significa applicare la Costituzione che prevede la rieducazione. Il carcere non può essere infantilizzante ma deve essere responsabilizzante, perché se vieni trattato come uno sciocco scolaretto e non valorizzato resti bloccato nello stesso circuito per anni, per sempre”.

“Senza lo studio sarei impazzito”

Se stai otto anni in isolamento ti svesti da ogni ruolo, non sei più genitore, marito o figlio. Il riflesso delle pareti nei miei occhi era l’unica cosa che avevo. La piccola finestra a soffitto non bastava per vedere il cielo, per respirare l’aria, per ascoltare i rumori e sentire gli odori del mondo. In quegli anni ho visto sicari sanguinari, criminali notissimi e personaggi di spicco della criminalità organizzata suicidarsi o impazzire“.

Un esempio che sarà mostrato nelle scuole

Adesso Zito si trova in stato di semi libertà. Lavora come volontario al Comune di Succivo, in provincia di Caserta, ed abita nella casa del professor Antonio Belardo: grazie all’incontro con quest’ultimo, avvenuto nel carcere di Secondigliano, la sua storia è cambiata e la sua persona si è trasformata.

La storia di Pierdonato Zito è un esempio che verrà portato all’interno delle scuole. Ai ragazzi verrà mostrata non solo il suo riscatto, non solo il dolore nel avere vissuto una vita e non aver visto crescere i figli, ma anche l’importanza della formazione: “Se a 17 anni avessi avuto l’occasione di parlare con un ergastolano – afferma – non avrei mai commesso alcuni errori”.


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