Roberto Saviano contro la legge antirave: “E’ incostituzionale, vi spiego perché”

Roberto Saviano
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Roberto Saviano contro la norma antirave varata dal nuovo Governo a guida Meloni nel primo Consiglio dei Ministri. Il decreto parla genericamente di “invasione di edifici o terreni per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la saluta pubblica”.

Norma antirave e le polemiche

La norma che prevede anche una pena da tre a sei anni di reclusione e una multa da 1.000 a 10mila euro per chi «organizza o promuove un raduno mentre per chi partecipa viene detto che «la pena è diminuita». Secondo molti la norma è fin troppo generale da lasciare libera interpretazione anche in altri contesti come le occupazioni di scuole da parte degli studenti e manifestazioni operaie. Da fonti governative, invece, assicurano che la legge sarà applicata per contrastare i fenomeni dei rave party in seguito a quanto accaduto di recente a Modena.

Roberto Saviano e la norma antirave

Ad accodarsi lungo la fila del dissenso è anche lo scrittore Roberto Saviano che parla sul suo canale facebook di norma anticostituzionale. Sull’incostituzionalità si esprimerà nelle prossime settimane anche la Consulta sull’altro decreto legge varato dal Governo, quello dell’ergastolo ostativo. Di seguito il post di Saviano:


“La norma antirave è incostituzionale: la legge penale non può essere generica perché la legge non può essere arbitraria, altrimenti può colpire chi è debole e magari sta antipatico a chi governa (non solo ragazze e ragazzi che si riuniscono per un rave, ma anche operaie e operai che occupano fabbriche per ottenere diritti, studentesse e studenti che occupano una scuola o un’università) e si chiudono entrambi gli occhi per chi è violento, forte e magari sta simpatico a chi governa (fascisti che si radunano a Predappio per celebrare il Duce, gruppi di estrema destra che occupano illegalmente immobili in pieno centro a Roma, ultras che impongono a tifosi di abbandonare la curva). Era questa la svolta che il ministro Nordio intendeva dare alla Giustizia?
Per i giuristi, la norma antirave è incostituzionale – usa i rave per colpire chi ha diritti da rivendicare manifestando e occupando spazi – ma da quando la Corte Costituzionale ha gettato nella spazzatura una stagione referendaria (legalizzazione della cannabis, eutanasia e in parte anche giustizia) che avrebbe dato nuova linfa alla partecipazione al voto, favorendo il dibattito, il confronto e facendo sentire gli elettori davvero in grado di incidere nel processo democratico, non nutro più tanta fiducia nella sua imparzialità.
Dobbiamo capire, senza girarci troppo intorno, che il governo Meloni ha autonomia solo su questo: ridurre le libertà personali, favorire gli amici e punire, intimidire, ridurre al silenzio i nemici.
In questo governo ben 3 ministri (Meloni, Salvini, Sangiuliano) hanno con me azioni giudiziarie in corso. Presidente del Consiglio, ministro delle Infrastrutture e ministro della Cultura. In qualunque altro Paese europeo questa sarebbe considerata una minaccia alla libertà di espressione, pensiero, parola: colpirne uno per educarne cento. Qui no, qui tutto normale. Si inizia gettando fango e isolandone uno (milionario, attico a Manhattan, amico dei “nasoni”) e si finisce col ridurre al silenzio tutti.
E questo è solo l’inizio”.

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