Napoli. 13enne disabile presa a calci e pugni dal branco per un “like”, la foto dei capelli strappati

Ragazzina disabile
Ragazzina disabile

Ragazzina disabile aggredita a Napoli.L’altro ieri si è verificato un episodio che rasenta la follia umana, una ragazzina tredicenne disabile è stata bullizzata e picchiata sul Corso Secondigliano“. A pubblicare la foto con il post sui social è il consigliere della VII Municipalità Maurizio Moschetti.

Ragazzina disabile aggredita a Napoli

Le immagini della prima foto inquadrano la ciocca di capelli che le è stata brutalmente strappata dalla testa – spiega il consigliere – Premesso che dal mio punto di vista, forse un po’ estremo, coloro i quali sono in grado di compiere azioni cosi meschine e violente ai danni di una persona incapace di difendersi andrebbero rinchiusi al 41 bis, credo sia molto utile qualsiasi iniziativa che possa fungere da deterrente a gesti tanto insani“, racconta Moschetti che ha poi proseguito parlando di evento cui è stato coinvolto (“Miss Mamma Italiana”) in cui erano state presentate anche delle testimonianze di due madri vittime di violenze.

L’episodio cui Moschetti fa riferimento risale allo scorso venerdì. La giovane è stata aggredita e picchiata dal branco per aver messo un like sui social ad un ragazzo. In otto l’hanno assalita e picchiata ed il video del pestaggio è stato diffuso sui social e condiviso anche dal consigliere regionale e neodeputato Francesco Emilio Borrelli.

Il branco ha preso la vittima per i capelli, l’ha scaraventata a terra, presa a calci e pugni. Soltanto l’intervento di una donna residente in zona ha evitato il peggio.

La denuncia del consigliere Borrelli

Ci aspettiamo che tutti i protagonisti di questa inaudita violenza vengano presi e condannati in maniera esemplare, dato che la ragazza ha riconosciuto ed identificato tutti i suoi aggressori. Il fatto che quel like sia stato messo o no, e sembra addirittura di no, conta poco. La violenza oggi è scatenata dai i più futili motivi e viene usata per umiliare i più deboli. Per questo chiediamo che non ci siano più attenuanti e che le vittime e chi denuncia vengano tutelati” ha dichiarato Borrelli.

Lei ora non vuole nemmeno più andare a scuola, ha paura. Anche io temo per la mia incolumità dopo le denunce. Quel video non riesco neanche a vederlo, mi fa malissimo. Potevano ucciderla”- ha raccontato il tutore della 13enne.


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